Spyware Paragon, il governo italiano nel mirino delle accuse di spionaggio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La società israeliana Paragon Solutions ha rescisso il contratto con il governo italiano dopo che il suo software di spionaggio, Graphite, è stato utilizzato per monitorare illegalmente le chat di 90 giornalisti, attivisti e membri della società civile in oltre venti Paesi. Tra le vittime, almeno sette italiani, tra cui Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, e Luca Casarini, attivista della Ong Mediterranea Saving Humans, i primi a denunciare di essere stati presi di mira. Palazzo Chigi, tuttavia, ha categoricamente escluso qualsiasi coinvolgimento dell’intelligence nazionale, sostenendo che l’utilizzo dello spyware non sarebbe riconducibile alle autorità italiane.
Graphite, il software al centro dello scandalo, è in grado di infettare gli smartphone “senza click”, ovvero senza che l’utente debba interagire con link o file sospetti, rendendo quasi impossibile accorgersi dell’intrusione. Una tecnica sofisticata che ha permesso di accedere ai dati personali delle vittime tramite WhatsApp, sollevando interrogativi sulla sicurezza delle comunicazioni digitali e sulla liceità delle operazioni di sorveglianza. La portata dell’attacco, che ha coinvolto decine di Paesi, ha spinto la Commissione europea a intervenire, pur rimarcando che le indagini sono di competenza delle autorità nazionali.
Markus Lammert, portavoce della Commissione europea, ha dichiarato che “qualsiasi tentativo di accedere illegalmente ai dati dei cittadini, compresi giornalisti e oppositori politici, è inaccettabile”, pur precisando che spetta ai singoli Stati verificare le accuse. Intanto, in Italia, le opposizioni hanno sollevato dubbi sulla versione fornita dal governo, chiedendo chiarimenti urgenti. L’eurodeputato del Pd Sandro Ruotolo ha depositato un’interrogazione alla Commissione europea, sottolineando le incongruenze emerse tra le dichiarazioni di Palazzo Chigi e le rivelazioni del giornale inglese The Guardian, secondo cui l’esecutivo italiano avrebbe violato il contratto con Paragon, mentendo sull’identità dei soggetti spiati.




