Fitch premia Banco Bpm e Credem: rating alzati dopo i nuovi criteri sulle banche

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non è la solita manutenzione ordinaria, quella che Fitch Ratings ha appena effettuato sui conti di alcune delle principali banche italiane, bensì una vera e propria rimodulazione tecnica conseguente a un aggiornamento profondo dei parametri di giudizio. Lo scorso 8 maggio l’agenzia ha pubblicato i nuovi “Bank Rating Criteria”, e una volta messi a fuoco, questi hanno generato un effetto domino immediato su una dozzina di istituti. Tra i beneficiari di questa ondata di promozioni figurano, in particolare, Banco Bpm e Credem, le cui schede valutative sono state ritoccate decisamente al rialzo. Nel dettaglio, per il gruppo guidato da Castagna, l’upgrade ha riguardato il rating emittente (IDR) di lungo termine, schizzato a “BBB+” dal precedente “BBB”, venendo così allineato al giudizio già espresso sul debito Senior Preferred e Unsecured. L’outlook, a corroborare la solidità della posizione, è stato confermato a “stabile”. Parallelamente, anche il rating sui depositi a lungo termine ha beneficiato di un miglioramento, passando ad “A-” da “BBB+”, il che testimonia la riconosciuta robustezza di una struttura di funding che, come si legge nelle note della banca, è caratterizzata da un ampio buffer di resolution debt.

I correttivi tecnici che hanno cambiato le carte in tavola

Dietro a questi aggiustamenti, che potrebbero sembrare cifre astratte per un occhio poco attento, si cela una modifica sostanziale nel modo in cui l’agenzia valuta la sicurezza dei risparmiatori. Fitch ha infatti rivisto la propria percezione sul cosiddetto “depositor preference”, il principio vigente in Italia che attribuisce una priorità assoluta ai depositanti in caso di default di una banca, e lo ha incrociato con le nuove strategie di risoluzione delle crisi. Il ragionamento, in sostanza, parte dall’analisi del singolo requisito patrimoniale e dei buffer di risoluzione obbligatori per ciascun istituto. Se questi cuscinetti sono ritenuti ampi e ben strutturati, come nel caso del Banco Bpm, allora scatta la promozione. E la stessa logica, per la precisione, è stata applicata a Credem: l’istituto emiliano ha visto il proprio rating sui depositi a lungo termine salire ad “A” (da “A-”) e quello a breve termine balzare a “F1” (da “F2”), un livello decisamente più alto che riflette la solidità della raccolta diretta della banca.

Credem, il salto di qualità dei depositi e i numeri della stabilità

Per quanto riguarda Credem, l’operazione di Fitch non si è limitata a un semplice restyling delle etichette, ma ha toccato nervi scoperti della gestione finanziaria. L’agenzia ha deciso di migliorare i rating a lungo e breve termine sui depositi, portandoli rispettivamente ad A e F1, con una motivazione che affonda le radici nella maggiore tutela garantita dall’ordinamento italiano; questa protezione, legata alla già citata preferenza dei depositi, si combina perfettamente con la strategia di risoluzione interna alla banca. È interessante notare come, nonostante la promozione sui depositi, l’IDR di lungo termine di Credem sia stato confermato a “BBB+” con outlook stabile, lo stesso vale per il Viability Rating fermo a “bbb+”. Ciò significa che, se da un lato chi affida i propri soldi all’istituto è più al sicuro (grazie al meccanismo legale italiano), dall’altro il profilo intrinseco di rischio dell’operatore rimane sostanzialmente invariato. Un distinguo tecnico, questo, che Fitch ha tenuto a marcare per evitare facili entusiasmi sull’intera struttura del gruppo, pur premiando la liquidità immediata.

L’impatto delle nuove regole sul panorama bancario italiano

A ben vedere, il caso di Banco Bpm e Credem non rappresenta un’eccezione, ma si inserisce all’interno di un quadro molto più ampio che ha coinvolto altri colossi come Unicredit e Intesa Sanpaolo. La modifica dei criteri, infatti, ha prodotto un effetto a macchia d’olio: Fitch ha escluso il debito senior non privilegiato dall’obbligo di riferimento per l’IDR, permettendo così alle banche con un “resolution buffer” significativo (cioè una riserva di debito che può essere convertita in azioni per assorbire le perdite) di emergere con giudizi migliori. Per Banco Bpm, il comunicato ufficiale ha sottolineato come quello di Fitch sia il terzo rating (dopo Moody’s e Morningstar Dbrs) che colloca l’emittente sul gradino più alto della fascia “tripla B” e che porta i depositi nell’area “singola A”. Nessuno scenario futuro viene delineato negli atti, né ci sono accenni a possibili oscillazioni dei tassi o a strategie aziendali di lungo periodo: si tratta di una pura e semplice fotografia, scattata con una nuova macchina. E in questo scatto, la robustezza italiana nella gestione dei depositi ordinari ha pesato più delle variabili speculative, ancorando i giudizi a parametri di legge oggettivi piuttosto che a interpretazioni di mercato volatili.

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