Banche, la Ue alza il muro contro la frammentazione: via al piano per il mercato unico del credito

Banche, la Ue alza il muro contro la frammentazione: via al piano per il mercato unico del credito
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La Commissione europea ha messo nero su bianco la strategia per rinnovare il settore bancario del continente, un intervento atteso da anni e che ora punta a ridurre la frammentazione tra i vari Stati membri.

Il documento, varato al termine del Collegio dei commissari di venerdì 17 luglio, porta la firma della commissaria per i Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque e delinea le coordinate entro cui si muoverà l'esecutivo comunitario nei prossimi mesi, con l'obiettivo dichiarato di sbloccare oltre 230 miliardi di euro di attività liquide di alta qualità attualmente immobilizzate nei bilanci degli istituti dei diversi Paesi.

Gli obiettivi del piano e il ruolo della commissaria Albuquerque

La mossa di Bruxelles si inserisce all'interno di un quadro più ampio, quello della cosiddetta Unione dei risparmi e degli investimenti (SIU), di cui il mercato unico bancario rappresenta un pilastro fondamentale. L'approccio scelto dalla commissaria portoghese, che ha presentato la comunicazione ufficiale ai commissari, mira a rimodulare la percezione e la gestione del rischio senza tuttavia intaccare la stabilità finanziaria del sistema, un equilibrio delicato che ha sempre rappresentato il principale ostacolo al superamento delle rigidità nazionali.

L'obiettivo è quindi duplice: da un lato, incentivare una maggiore libertà nella gestione del capitale da parte delle banche; dall'altro, favorire quel processo di aggregazione e fusioni transfrontaliere che da tempo viene indicato come l'unica via per creare istituti in grado di competere con le grandi realtà americane e asiatiche.

I nodi ancora aperti: garanzia dei depositi e titoli di Stato

Il cuore della discussione, come era prevedibile, torna a concentrarsi su due temi storicamente spinosi: la garanzia comune sui depositi e le regole per il possesso di titoli di Stato nei bilanci delle banche. Su questi due fronti, in passato, il confronto si era arenato a causa delle differenti sensibilità politiche ed economiche tra i Paesi del Nord e quelli del Sud Europa.

La proposta della Commissione, che sarà seguita da veri e propri testi legislativi all'inizio del 2027, cerca di superare l'impasse proponendo un meccanismo che possa graduare l'esposizione al rischio sovrano, evitando quel circolo vizioso per cui il debito pubblico di uno Stato finisce per appesantire in modo sproporzionato i conti delle proprie banche nazionali.

Il contesto storico e le parole di von der Leyen

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha voluto sottolineare con forza la portata del cambiamento, ricordando come il mercato interno abbia oggi più che mai la necessità di un settore bancario solido e competitivo al suo centro.

Le sue parole, pronunciate al termine della riunione, hanno messo in luce come le banche europee, che quindici anni fa primeggiavano per dimensioni rispetto alle controparti statunitensi, abbiano oggi perso terreno in termini di capitalizzazione e capacità di finanziare le grandi priorità strategiche, dall'innovazione tecnologica alla transizione verde fino alla difesa.

La comunicazione adottata ieri rappresenta quindi il primo passo concreto per invertire questa tendenza, cercando di creare quelle condizioni di contesto che possano finalmente trasformare il mercato unico bancario da obiettivo teorico a realtà operativa, capace di generare crescita e occupazione per l'intera Unione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.