Zelensky alza la voce: "Non si tratti senza di noi"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Volodymyr Zelensky, intervistato da Christiane Amanpour durante la Conferenza di Monaco sulla sicurezza, ha scelto toni diretti e senza mezzi termini, lasciando trasparire una tensione crescente nei confronti delle dinamiche internazionali che vedono l’Ucraina sempre più isolata. «Non si tratti senza di noi», ha dichiarato il presidente ucraino, riferendosi ai negoziati che potrebbero coinvolgere il futuro del suo Paese, in particolare riguardo alle terre rare, risorse strategiche su cui Kiev non intende cedere senza garanzie concrete.

Zelensky, che ha ricordato con una battuta il suo passato da attore, ha però mantenuto un tono serio quando ha affrontato il nodo delle relazioni con gli Stati Uniti e l’Europa. «Ho detto a Trump che Putin ha paura di lui, e lui mi ha sentito. Ora Putin lo sa», ha affermato, sottolineando come il presidente americano abbia un ruolo cruciale nel bilanciare le ambizioni russe. Tuttavia, il leader ucraino non nasconde la preoccupazione per l’atteggiamento di Washington, che sembra privilegiare un approccio unilaterale, come dimostrato dalla recente telefonata tra Trump e Putin, che ha scosso le fondamenta delle relazioni transatlantiche.

L’Ucraina, messa con le spalle al muro, chiede all’Europa di assumere un ruolo più incisivo. Zelensky ha parlato della «necessità che l’Europa non abbia una dozzina di voci in politica estera, ma una sola», auspicando la creazione di un esercito europeo che possa garantire una difesa comune, indipendente dalla protezione americana. «All’America di Trump l’Europa interessa come mercato, ma come alleato non so», ha aggiunto, lasciando intendere che il vecchio continente non può più contare su un’alleanza data per scontata.

La Conferenza di Monaco, quest’anno, ha assunto toni particolarmente drammatici, con molti osservatori che hanno paragonato l’attuale situazione a quella del 1938, quando l’appeasement verso Hitler portò alla cessione di parte della Cecoslovacchia. Norbert Roettgen, politico tedesco ed esperto di politica estera, ha espresso preoccupazione per le analogie con quel periodo storico, definendo l’attuale scenario «un’illusione di pace».

Intanto, Trump continua a perseguire una linea che privilegia la forza come strumento di negoziazione, come dimostrato dalle sue dichiarazioni durante la conferenza. «La pace si raggiunge con la forza», ha affermato, lasciando intendere che qualsiasi accordo, da Gaza a Kiev, passerà attraverso minacce e pressioni.

Zelensky, da parte sua, non intende cedere su nessun fronte. Le terre rare, risorse fondamentali per l’economia e la sicurezza ucraina, restano un punto non negoziabile senza garanzie chiare. Il presidente ucraino ha lanciato un messaggio chiaro: l’Ucraina non sarà esclusa dai tavoli decisionali, e qualsiasi accordo che la riguardi dovrà passare per Kiev.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.