L’Ue alza la voce sui dazi: "Trump cancelli le tariffe, nessun accordo senza condizioni"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, vola verso Washington per un faccia a faccia decisivo con l’amministrazione statunitense, le capitali europee hanno fatto sapere di non essere disposte a piegarsi senza ottenere in cambio la rimozione completa dei dazi imposti da Donald Trump. Secondo quanto riportato dal Financial Times, gli ambasciatori degli Stati membri avrebbero chiesto a Sefcovic di insistere affinché qualsiasi intesa preveda, a partire dal 9 luglio, l’abolizione del dazio reciproco del 10% e tagli consistenti per i settori più colpiti, come l’auto e l’acciaio.

Trump, dal canto suo, non ha lasciato spazio a interpretazioni: “Nessuna proroga”, ha dichiarato ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, aggiungendo che intende scrivere “lettere a molti Paesi”. Una presa di posizione netta, che conferma come la scadenza del 9 luglio – giorno in cui torneranno in vigore le tariffe doganali statunitensi – non sarà rinviata. L’Ue, però, non sembra intenzionata a cedere senza garanzie. Se da un lato Bruxelles è pronta a trattare, dall’altro chiede che l’accordo non si limiti a un mero “sconto” sulle tariffe esistenti, ma includa una riduzione strutturale.

Sefcovic, accompagnato dal braccio destro di Ursula von der Leyen, avrà due giorni per trovare un compromesso. Ma la posta in gioco è alta, e le posizioni appaiono ancora distanti. Da tempo l’Europa subisce l’onda d’urto delle politiche protezionistiche di Trump, che nel 2018 aveva già colpito l’export Ue con dazi su acciaio e alluminio. Ora, mentre la scadenza si avvicina, il rischio di un nuovo braccio di ferro commerciale è concreto.

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