La Russia alza il muro: "No a patto di sicurezza senza di noi"
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Redazione Esteri
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Mentre i colloqui per un accordo di garanzia collettiva per la sicurezza ucraina prendono forma tra i leader occidentali, con alti ufficiali della Nato recentemente ricevuti al Pentagono in un incontro che presupponeva il benestare del presidente americano Donald Trump, Mosca innalza un ostacolo apparentemente insormontabile. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha dichiarato, con il suo stile diretto e perentorio, che il Cremlino non accetterà mai un meccanismo di sicurezza che non preveda il suo diritto di veto, ponendo come condizione imprescindibile la partecipazione di Russia, Cina, Stati Uniti e Francia.
Questa presa di posizione, che di fatto rispolvera le proposte avanzate a Istanbul nel 2022, getta una doccia gelata sugli sforzi diplomatici in corso, i quali, privi di una strada maestra, rischiano continuamente di bloccarsi o di deviare verso esiti imprevedibili. Lavrov, a cui è delegato il compito di parlare in un momento in cui Vladimir Putin, come sua abitudine di fronte ai bivi cruciali, osserva un silenzio riflessivo, ha inoltre sminuito la possibilità di un prossimo faccia a faccia tra i due leader, affermando che «non ci sono le condizioni» per un incontro Putin-Zelensky.




