Bbc: Buckingham Palace sapeva da sei anni delle mail controverse di Andrea
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Redazione Esteri
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Buckingham Palace sarebbe entrato in possesso di un archivio di 30mila e-mail già nel lontano 2020, documenti che avrebbero dimostrato come Andrea Mountbatten-Windsor – all’epoca ancora inviato commerciale del Regno Unito – condividesse informazioni governative riservate con i propri contatti d’affari. A rivelarlo, sulla scorta di atti giudiziari depositati in Alta Corte, è la Bbc, gettando nuova luce su quanto l’istituzione monarchica sapesse, e da quanto tempo, riguardo alle presunte scorrettezze del fratello minore del sovrano.
L’ex principe, che ha sempre negato di aver tratto vantaggi personali dal suo ruolo pubblico, si trova oggi al centro di un’indagine della polizia della Thames Valley per abuso d’ufficio, un caso che ha subìto una drastica accelerazione dopo il suo arresto avvenuto nello scorso febbraio. Eppure, i fatti contestati non erano affatto ignoti ai vertici di palazzo: gli incartamenti che li descrivono erano stati recapitati al Lord Ciambellano – all’epoca Lord Peel – cinque anni prima che le forze dell’ordine avviassero le prime verifiche formali.
L’archivio consegnato al funzionario di palazzo
Secondo le sentenze dell’Alta Corte, una “copia dell’archivio” contenente la corrispondenza che ha messo nei guai Mountbatten-Windsor risultava già nelle mani del più alto funzionario della Casa Reale nel maggio del 2020; un ulteriore documento giudiziario, risalente al giugno 2022, conferma che le e-mail furono “consegnate a Buckingham Palace” il 10 luglio 2020.
Quelle missive, sottratte – stando a quanto riferito – da un contatto d’affari personale di Andrea, riguardano nello specifico i suoi controversi rapporti con la famiglia Rowland e la banca Banque Havilland, un istituto che avrebbe successivamente subìto sanzioni sia da parte del Regno Unito che dell’Unione Europea.
Per la precisione, i documenti mostrerebbero che l’ex principe richiese un briefing riservato al Tesoro britannico sui problemi del settore bancario islandese per poi girarlo a Jonathan Rowland, accompagnando l’invio con un criptico “prima che tu faccia la tua mossa”.
Il “no comment” di Buckingham Palace e l’indagine in corso
Davanti all’evidenza di queste tempistiche – che collocano la conoscenza dei fatti durante il regno della defunta regina Elisabetta II – la risposta di Buckingham Palace è stata una replica asciutta e blindata: “Poiché è in corso un’indagine di polizia riguardante il signor Mountbatten-Windsor, non è possibile rilasciare commenti su questi fatti”.
Questa linea di totale riserbo non ha però impedito alla polizia della Thames Valley di lanciare, la scorsa settimana, un nuovo e pubblico appello affinché chiunque fosse in possesso di elementi utili si facesse avanti. Se da un lato gli inquirenti cercano di ricostruire l’intera vicenda, dall’altro la stessa corte ha già avuto modo di esaminare i messaggi nel corso di una controversia legale, confermando la consegna dei materiali al Lord Ciambellano ben prima che scoppiasse l’attuale scandalo.
Il cambio di passo sotto il regno di Carlo III
Con l’ascesa al trono di re Carlo, la posizione nei confronti del fratello minore – da sempre considerato il figlio prediletto dalla regina madre – si è notevolmente irrigidita: una svolta che ha portato alla revoca dei titoli onorifici e, successivamente, alla presa di distanza ufficiale. Dopo l’arresto di Andrea, il sovrano ha infatti dichiarato che “la legge deve fare il suo corso”, allontanando qualsiasi sospetto di protezione familiare.
Resta ora da capire come la magistratura valuterà il fatto che Palazzo fosse a conoscenza di quei comportamenti fin dal 2020, un aspetto che solleva inevitabili interrogativi sulla gestione interna dell’informazione all’epoca dei fatti. Per il momento, l’ex principe – che risulta indagato ma è stato rilasciato dopo l’interrogatorio – si affida ai propri legali, mentre la Bbc continua a citare fonti giudiziarie che descrivono un archivio di e-mail la cui portata sembra essere molto più vasta di quanto finora reso noto.




