Marc Marquez detta il passo nelle pre-qualifiche di Austin, Ogura e Bastianini sorprendono tra le cadute

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il venerdì del Gran Premio degli Stati Uniti, terzo appuntamento del mondiale MotoGP in programma sul circuito delle Americhe, si è chiuso con un verdetto chiaro al vertice ma con gerarchie ancora tutte da definire. A dettare il ritmo nella sessione di pre-qualifica, l’ultima prima delle inserzioni dirette in Q2, è stato ancora una volta Marc Marquez, il quale ha trasformato in una prestazione da protagonista assoluto una giornata iniziata invece con una scivolata nelle FP1. Il pilota del team Ducati Lenovo, forte di un passo costante con gomme usate e di una capacità di attacco sul giro secco che al Circuit of the Americas è diventata quasi un marchio di fabbrica, ha fermato il cronometro sul 2’00”927. Un tempo che manca appena 63 millesimi dal record assoluto della pista, quello stabilito da Maverick Viñales nel 2024, e che gli è valso la vetta della classifica combinata con un margine risicato sui diretti inseguitori.

La rimonta dello “Sceriffo” e il valore dei distacchi

A confermare l’alto tasso tecnico della sessione è stato il secondo tempo di Ai Ogura, classe 2001 in sella all’Aprilia del team Trackhouse, capace di fermarsi a soli 53 millesimi dal campione del mondo in carica. Un risultato che testimonia l’adattamento immediato del giapponese alla categoria regina e la competitività di una moto che, su questo tracciato, ha trovato un buon bilanciamento fin dalle prime uscite. Alle loro spalle, a completare un podio virtuale che mescola esperienza e gioventù, si è piazzato Fabio Di Giannantonio. Il romano, in sella alla Desmosedici GP26 del team Pertamina Enduro VR46, ha chiuso con un distacco di poco superiore al decimo di secondo, confermando la bontà del lavoro svolto dal suo box. La lotta per l’accesso diretto alla Q2 si è rivelata serrata oltre ogni previsione: i primi dieci piloti sono stati racchiusi in un intervallo di appena 652 millesimi, un dato che lascia presagire una qualifica dal margine di errore ridottissimo. Tra i nomi di spicco che hanno staccato il passaggio per la seconda fase delle qualifiche figurano Marco Bezzecchi, quarto, mentre Francesco Bagnaia, reduce da qualche difficoltà di assetto, ha chiuso in settima posizione, riuscendo comunque a evitare il passaggio per il taglio della Q1.

Una sessione segnata dalle cadute, nessuna conseguenza grave

Il dato statistico più evidente della giornata, al di là dei crono, è stato però l’elevato numero di incidenti registrati nel corso della sessione pomeridiana. Il conteggio è arrivato a toccare quota nove cadute in un’ora di prove, un numero che ha costretto più volte la direzione gara a esporre bandiere gialle, frammentando il lavoro sul giro secco per molti piloti. Fortunatamente, nessuno dei protagonisti coinvolti ha riportato conseguenze fisiche rilevanti. La stessa mattinata aveva visto Marquez protagonista di un brutto volo nelle FP1, dal quale era uscito con forti abrasioni ma senza infortuni, rientrando regolarmente in pista nel turno decisivo per dimostrare subito di aver recuperato la confidenza con le insidie del tracciato texano. Questa sequenza di uscite di pista, se da un lato ha interrotto il ritmo della sessione, dall’altro ha offerto lo spunto per osservare la resilienza dei team, capaci di rimettere in pista le proprie moto in tempi rapidi senza compromettere l’obiettivo principale dell’accesso alla Q2.

La mappa italiana e l’equilibrio tecnico nel terzo round

L’analisi della classifica finale delle pre-qualifiche mette in evidenza la nutrita presenza italiana nella seconda parte della giornata di venerdì. Ben cinque piloti nostrani sono riusciti a centrare l’accesso diretto alla Q2, un dato che conferma la profondità tecnica dei team e la capacità di adattamento rapido alle specificità del tracciato, caratterizzato da lunghi rettilinei interrotti da cambi di direzione violenti e una superficie particolarmente impegnativa per gli pneumatici. Oltre a Di Giannantonio e Bagnaia, hanno ottenuto il passaggio anche Franco Morbidelli e Luca Marini, i quali hanno lavorato con costanza trovando il giusto bilanciamento nelle fasi di frenata, cruciali in questo circuito. La presenza di Marquez saldamente al comando non sorprende, vista la sua storica superiorità su questo tracciato, ma la vicinanza di Ogura e la sostanziale parità di valori espressa dai primi della classe indicano come il fine settimana sia ancora completamente aperto. La ricerca del limite sul giro secco, in un contesto dove l’aderenza varia rapidamente con il calare della luce e l’aumentare delle temperature, rappresenterà il vero banco di prova per la giornata di sabato.

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