Fabio Di Giannantonio torna in pole in Brasile, beffa Bezzecchi e Marquez in una qualifica di mille emozioni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sul tracciato brasiliano di Goiania, che torna a ospitare la MotoGP dopo oltre trent’anni, è il romano Fabio Di Giannantonio a imporre la propria firma sulla sessione di qualifica. Il pilota della Pertamina Enduro VR46, alla guida della Ducati, ha stampato il miglior tempo in 1’17”410, una prestazione che vale la prima casella della griglia di partenza. Un risultato che porta con sé un dato eloquente: per ritrovare un appuntamento con la pole position nella classe regina, per Di Giannantonio, bisognava tornare indietro di quasi quattro anni, precisamente al Mugello del 2022. il suo diretto inseguitore, destinato a condividergli la prima fila, è Marco Bezzecchi, staccato di appena sette centesimi. Il pesarese, in sella all’Aprilia, ha chiuso con un crono di 1’17”480, confermando una competitività che lo vede protagonista in questo avvio di weekend. A completare il terzetto di testa c’è Marc Marquez, terzo con un distacco di 81 millesimi dal vertice; il campione spagnolo ha fatto segnare il suo tempo poco prima di perdere il controllo della sua Ducati Lenovo, finendo a terra in una scivolata che ne ha interrotto anzitempo la sessione.

Una qualifica segnata da cadute e colpi di scena

La sequenza di prove ufficiali non ha risparmiato colpi di scena, con l’asfalto di Goiania che ha messo alla prova più di un pilota. Oltre alla caduta di Marc Marquez, il campione in carica Francesco Bagnaia ha vissuto una sessione complessa: l’alfiere della Ducati ufficiale è scivolato a sua volta, riuscendo comunque a rientrare ai box per passare alla seconda moto, ma senza riuscire a migliorare oltre l’undicesimo tempo. Cadute senza conseguenze fisiche, per fortuna, anche per Alex Marquez e per Luca Marini, due incidenti che si sono verificati in momenti distinti della sessione e che ne hanno movimentato lo svolgimento.

La dinamica delle qualifiche ha visto Di Giannantonio protagonista di un percorso netto, essendo partito dal Q1 per poi imporsi nel confronto diretto del Q2. Un percorso, il suo, che assume un valore particolare proprio perché costruito nella difficoltà, dove ogni riferimento cronometrico è stato messo a segno con precisione chirurgica. La sessione, inoltre, ha offerto spunti interessanti anche nelle retrovie, con il quarto tempo di Fabio Quartararo (Yamaha), staccato di 151 millesimi dalla vetta, a rappresentare una delle sorprese positive di giornata.

La griglia di partenza tra conferme e sorprese

Alle spalle del quartetto di testa, la top ten della griglia di partenza vede Jorge Martin piazzarsi in quinta posizione con l’Aprilia, davanti al giapponese Ai Ogura (Aprilia Trackhouse). Un avvio di campionato che per Ogura continua a regalare soddisfazioni, con il rookie capace di inserirsi stabilmente nelle posizioni che contano. Più staccato, come detto, il campione in carica Bagnaia, che dovrà operare una rimonta già a partire dalla gara sprint in programma nel pomeriggio, così come Pecco dovrà fare i conti con una posizione di partenza che lo costringerà a uno sforzo maggiore rispetto ai diretti rivali.

Il quadro della griglia è completato dai tempi delle categorie minori, che hanno preceduto le qualifiche della classe regina. Nella sessione di Moto2, il miglior tempo è stato fatto segnare da Guevara (Boscoscuro Pramac), con 1’21”256, davanti a M. Gonzalez (Kalex Intact GP) e Aji (Kalex Honda Asia). Un quadro di riferimenti cronometrici che restituisce l’idea di un tracciato tecnico, quello di Goiania, dove il bilanciamento tra velocità e aderenza si è rivelato decisivo già nelle fasi di avvicinamento alle qualifiche.

L’attesa per la Sprint e il valore della pole romana

Con la sessione di libere ormai archiviata e la griglia di partenza definita, l’attenzione si sposta ora sulla gara sprint in programma nella serata brasiliana. La pole position di Di Giannantonio rappresenta non solo un risultato di prestigio personale, ma anche un’indicazione di forza per il team VR46, capace di portare la propria Ducati al vertice delle prestazioni su un circuito tornato in calendario dopo decenni. La scivolata di Marc Marquez e le difficoltà di Bagnaia, invece, introducono un elemento di imprevedibilità per la corsa breve, con il margine di sette centesimi tra il primo e il secondo che lascia presagire un duello serrato.

La pista Ayrton Senna ha dunque già offerto il primo verdetto pesante del weekend, con il romano della classe regina che ha ritrovato il successo in qualifica dopo un’attesa durata quasi quattro anni. Un ritorno al vertice, il suo, maturato in una sessione ricca di insidie e caratterizzata da un equilibrio cronometrico particolarmente serrato, dove ogni decimo è valso posizioni preziose sulla griglia di partenza. L’impressione, al termine delle qualifiche, è che proprio la capacità di restare lucidi nelle fasi più concitate – a differenza di quanto accaduto ad alcuni dei favoriti della vigilia – abbia fatto la differenza per il pilota della VR46.

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