Papa Leone XIV a Castel Gandolfo, tra tradizione e il futuro del Borgo Laudato Sì
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Redazione Interno
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Con un gesto che ha riacceso l’interesse per una delle residenze storiche del papato, Leone XIV ha fatto ingresso ieri a Castel Gandolfo, visitando sia gli spazi legati alla memoria dei suoi predecessori sia quelli che guardano al futuro della Chiesa. Accompagnato dal cardinale Baggio e da padre Manuel Dorantes, direttore operativo del progetto Borgo Laudato Sì, il Pontefice ha sostato nel Giardino della Vergine Maria, luogo carico di spiritualità e frequentato da molti Papi nel corso dei secoli, prima di raggiungere i Giardini del Belvedere. Qui, ha osservato da vicino gli ultimi preparativi per l’inaugurazione dell’iniziativa voluta da Francesco nel febbraio 2023, un progetto che unisce ecologia integrale e impegno per la dignità umana.
La scelta di Leone XIV di recarsi a Castel Gandolfo – raggiunta con la sua abituale Volkswagen Golf, scortata dagli agenti vaticani e della Polizia di Stato – non è stata soltanto una semplice "gita fuori porta", come qualcuno l’ha definita, ma un passaggio significativo. Da quando Francesco decise di trasformare la residenza estiva in un museo, rinunciando alla tradizione delle vacanze pontificie, il destino di Castel Gandolfo è rimasto in sospeso. Ora, con l’arrivo del nuovo Papa, si riapre la questione: ripristinare l’uso storico della dimora o mantenerla come spazio aperto al pubblico, valorizzando al contempo il Borgo Laudato Sì?
Proprio quest’ultimo, concepito come centro di formazione e sensibilizzazione sulla cura della "Casa comune", rappresenta una delle eredità più concrete del pontificato di Francesco. La visita di Leone XIV ai cantieri ancora attivi dimostra un interesse che va oltre la mera curiosità, lasciando intendere una possibile continuità con le linee guida del predecessore. Tuttavia, la presenza del Papa tra i vialetti e le fontane dei giardini papali riporta alla mente un’altra domanda: che ruolo avrà d’ora in poi Castel Gandolfo? Se Leone XIV deciderà di farne di nuovo una residenza estiva, la sfida sarà conciliare tradizione e innovazione, senza che l’una sminuisca l’altra.




