Le borse europee frenate dai dubbi sull'intelligenza artificiale
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Redazione Economia
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Le borse europee hanno archiviato una seduta difficile, muovendosi in territorio negativo e non riuscendo ad approfittare della corsa del Nasdaq della vigilia, che aveva chiuso con un incremento dello 0,4%. La mancanza di dati macroeconomici di rilievo, del resto, ha spinto gli operatori a concentrarsi sulle dinamiche dei listini, le quali hanno risentito dei timori che gravano sulla solidità del rally tecnologico legato all’intelligenza artificiale. A pesare sugli umori, nonostante gli accordi miliardari nel settore, è la percezione di una possibile bolla speculativa, un sospetto che contagia i mercati e che si alimenta anche a causa dello shutdown del governo statunitense, giunto ormai al suo trentaquattresimo giorno, il quale priva gli investitori di indicatori ufficiali sui quali fare affidamento.
Il vuoto d'informazioni e il rifugio nei bilanci
In un contesto del genere, segnato da un’assenza di dati istituzionali, gli utili delle aziende diventano l’unico faro per orientarsi nella nebbia dei mercati, l’unico parametro concreto per valutare la salute reale delle imprese e delle loro prospettive. È in questa luce che vanno letti i conti record di Palantir e l’accordo da trentotto miliardi di dollari in sette anni siglato tra la divisione cloud di Amazon e OpenAI, il produttore di ChatGpt: operazioni che, se da un lato iniettano ottimismo, dall’altro alimentano un dibattito acceso sulla sostenibilità di valutazioni così spinte. Qualcuno, osservando l’andamento altalenante, comincia a chiedersi se non ci si trovi di fronte a un eccesso di euforia.
Piazza Affari e le altre piazze finanziarie
L’avvio per le borse del Vecchio Continente è stato nettamente in rosso, con Parigi, Francoforte e Madrid che hanno toccato cali significativi, mentre Piazza Affari, dopo un’apertura in ribasso dell’1,07%, è riuscita a rimontare nel finale, chiudendo con un lieve rialzo dello 0,09%, trainata da alcuni dei suoi titoli di punta. Lo stesso è accaduto a Londra, il cui Ftse 100 ha strappato la parità sul filo di lana. Un rimbalzo, il loro, che non basta a cancellare la diffusa incertezza, la quale si riflette anche sull’andamento dell’euro, rimasto debole sul biglietto verde, e sul greggio, che ha perso terreno. C’è poi da registrare la flessione del Bitcoin, sceso del 3 per cento e tornato ai minimi dai mesi di giugno.
La tensione Usa-Cina e il quadro generale
A complicare ulteriormente il quadro, infine, sono tornate a farsi sentire le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina, un elemento che storicamente incide sulla volatilità dei mercati e che, in questa fase delicata, aggiunge un ulteriore fattore di rischio per gli investitori. Mentre Wall Street stessa mostra segni di pressione, particolarmente nei titoli del comparto tech, in Europa si attende con apprensione il prosieguo della stagione delle trimestrali, nella speranza che i bilanci possano offrire fondamentali più solidi di quanto le semplici aspettative non lascino intravedere.
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