Proroga Isa 2026, il calendario dei versamenti slitta al 20 luglio (con un costo dell’80 per cento per chi ritarda oltre)

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il decreto-legge numero 89, entrato in vigore lo scorso 23 maggio dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del 22 maggio, ha ufficialmente ridisegnato il calendario fiscale per milioni di contribuenti. informazionefiscale +3

A beneficiare del differimento, come stabilito dall’articolo 6 del provvedimento, sono i soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa), i titolari di partita Iva in regime forfettario – inclusi quelli che, rientrando nella disciplina di vantaggio, godono di particolari agevolazioni – e i soci di società di persone o di capitali trasparenti, a patto che l’ente partecipato possieda i requisiti necessari per l’applicazione degli Isa. quifinanza +3

La finestra temporale ordinaria, che fissava al 30 giugno l’appuntamento con il fisco per il pagamento di saldi e primi acconti, viene quindi spostata in avanti di quasi tre settimane. fiscomania +3

Un rinvio “a pagamento” dopo il 20 agosto

La nuova scadenza per effettuare i versamenti – che comprendono Irpef, Ires, Irap, l’imposta sostitutiva per i forfettari e i contributi previdenziali risultanti dalla dichiarazione – è fissata al 20 luglio 2026.

Pagare entro questa data, e si badi bene entro questa data precisa che cade di lunedì, non comporta alcuna maggiorazione o interesse aggiuntivo. La novità più rilevante, tuttavia, riguarda l’ulteriore slittamento concesso a chi non dovesse riuscire a rispettare neppure la proroga. alfemminile +3

Chi versa tra il 21 luglio e il 19 agosto – termine ultimo dei trenta giorni successivi – dovrà corrispondere una maggiorazione dello 0,80 per cento calcolata sull’intero importo dovuto.

L’esecutivo, attraverso questa scelta, ha di fatto raddoppiato la cifra dello 0,40 per cento richiesta nei finestroni fiscali degli anni precedenti, un incremento che il ministero dell’Economia ha giustificato con l’esigenza di non disincentivare troppo il gettito e di premiare solo chi riesce a organizzarsi nei tempi stretti. fiscal-focus +3

Le eccezioni e l’errore delle Camere di commercio

Va precisato, per evitare equivoci, che la proroga non abbraccia l’intero sistema tributario.

Ne restano escluse, lo segnalano gli esperti, le ritenute alla fonte operate dai sostituti d’imposta (quelle che subiscono i dipendenti in busta paga, per intenderci) e i versamenti periodici dell’Iva, sia quelli mensili sia quelli trimestrali che scadono nel corso dell’anno.

La confusione, in queste ore, è alimentata invece da un intoppo burocratico relativo al diritto annuale 2026. alfemminile +3

Diverse Camere di commercio – tra cui, a titolo esemplificativo, quelle del territorio bergamasco e dell’area toscana nord-ovest – hanno infatti inviato avvisi di pagamento alle imprese in cui si citano ancora le vecchie scadenze del 30 giugno o, per la rata maggiorata, del 30 luglio. quifinanza +3

Il decreto-legge numero 89, però, ha reso obsolete quelle indicazioni: per i soggetti Isa e le imprese rientranti nel perimetro della norma, il termine per versare il diritto camerale senza aggravi diventa quindi il 20 luglio, con la possibilità di spingersi fino al 20 agosto (e non più al 30 luglio) applicando la maggiorazione dello 0,80 per cento. fiscoetasse +3

Le ragioni tecniche di uno slittamento annunciato

Il governo ha dovuto correre ai ripari nonostante il decreto sia stato varato a fine maggio, a ridosso della scadenza originaria, perché il disallineamento tra i tempi della tecnica e quelli della burocrazia si era fatto critico. fiscal-focus +3

L’Agenzia delle Entrate, inizialmente, aveva promesso il rilascio del software “Il tuo Isa 2026 Cpb” – lo strumento essenziale per calcolare il concordato preventivo biennale e le relative imposte – entro il 15 aprile; quel termine, prima posticipato al 15 maggio e poi ulteriormente slittato, ha finito per accorciare pericolosamente i tempi di elaborazione dei commercialisti. quifinanza +3

Se si aggiungono gli aggiornamenti tecnici richiesti dalle ultime modifiche legislative in sede parlamentare, si comprende come le associazioni di categoria (da Confcommercio a Confartigianato, passando per Cna) abbiano dovuto insistere affinché il ministero concedesse questa boccata d’ossigeno.

La proroga, insomma, nasce dal riconoscimento implicito che i tempi della macchina fiscale e quelli della dichiarazione reale non sempre coincidono, e che un software consegnato in ritardo costringe a spostare indietro le lancette dell’orologio tributario. informazionefiscale +3

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