Terremoto Beko, Casoli, «Basta cercare alibi, voglio fare la guerra»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Francesco Casoli, leader delle cappe aspiranti e figura di spicco nel settore della tecnologia e del design, si è espresso con toni accesi riguardo all'ennesima vertenza occupazionale che ha travolto le Marche. I turchi di Beko, ex Whirlpool e ancor prima Indesit, hanno annunciato centinaia di tagli, suscitando la reazione di Casoli, il quale ha dichiarato: «Voglio fare la guerra». Nonostante il mondo sia già dilaniato dai conflitti, Casoli non intende arrendersi e afferma di voler combattere.

La lezione dei duemila licenziamenti alla Beko è chiara: la politica industriale non può essere gestita con bonus e golden power. La richiesta al governo di utilizzare tutti i poteri a sua disposizione per frenare i licenziamenti e evitare la chiusura di due stabilimenti arriva da entrambe le parti politiche. L'esortazione a usare il Golden Power, i poteri di cui il governo è dotato per tutelare settori e asset considerati strategici, risuona nelle dichiarazioni di Fratelli d'Italia.

Un corteo attraverserà il centro storico di Siena, con un comizio conclusivo in Piazza Salimbeni, organizzato per lunedì 25 novembre da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil. L'iniziativa, in difesa dei circa 300 lavoratori di Beko Europe, segue l'annuncio della chiusura dello stabilimento ex Whirlpool entro il 2025, deciso dall'azienda. La mobilitazione è stata decisa dopo un'assemblea dei dipendenti davanti ai cancelli dello stabilimento.

Le storie di Michela e Francesca, due operaie della Beko, rappresentano il volto umano dietro i numeri delle strategie industriali. Stanche ma non arrese, portano addosso i segni del tempo che passa e la preoccupazione per un futuro incerto nel mondo del lavoro, soprattutto quando si ha cinquant'anni e si è lavorato come operaio per venticinque.

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