Calafiori dopo la Premier: "I Mondiali non li guardo, tiferò sempre Roma"
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Redazione Sport
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Riccardo Calafiori, difensore della Nazionale e neo campione d’Inghilterra con l’Arsenal, ha confessato di non riuscire a guardare i Mondiali: "Fa ancora male", ha detto ai microfoni di Sky durante il media day dei Gunners in vista della finale di UEFA Champions League contro il Paris Saint-Germain, in programma sabato 30 maggio a Budapest. Il giovane calciatore romano ha parlato con sincerità della propria esperienza in Premier League, evidenziando il contrasto tra la gioia conquistata a Londra e il ricordo doloroso delle delusioni in Nazionale.
Il trionfo in Premier League e le emozioni di Calafiori
Il percorso di Calafiori all’Arsenal ha raggiunto l’apice con la vittoria della Premier League, un risultato che il difensore ha definito come "una gioia mai provata". Racconta le settimane complesse tra Italia e Arsenal, caratterizzate dall’uscita dalle coppe europee, e ricorda il sostegno di Heinze, che gli aveva preannunciato qualcosa di importante. Ora l’obiettivo è la finale di Champions League contro il PSG: "Ancora mi sembra un sogno. Non mi sarei mai immaginato di arrivare fin qui e spero di alzare anche questa coppa", spiega, sottolineando l’emozione dei festeggiamenti per la Premier League appena conclusa.
Il legame con la Roma e il pensiero sulla Serie A
Nonostante il successo in Inghilterra, Calafiori mantiene un forte legame con la sua città e con la Roma: "Tiferò sempre Roma", ribadisce. Riguardo alla Serie A, esprime la speranza di vedere il club capitolino tornare a competere in UEFA Champions League, dimostrando come l’affetto per la propria squadra resti centrale nella sua carriera. Il difensore, pur concentrato sui prossimi impegni internazionali, non nasconde il desiderio di seguire da vicino il percorso dei giallorossi, rimarcando il contrasto tra il successo personale e le emozioni legate alla propria città natale.
Riflessioni sull’esperienza internazionale e l’Arsenal
Calafiori racconta anche aneddoti sulla vita nello spogliatoio e sulle dinamiche di squadra, parlando della gestione di giovani allenatori e del rispetto per figure come Arteta: "Perfezionista", lo definisce, evidenziando la crescita professionale e personale che l’esperienza all’Arsenal gli ha permesso di ottenere. L’ex giocatore del Bologna riflette sulla maturazione tecnica e mentale necessaria per competere ai massimi livelli, sottolineando il significato dei traguardi raggiunti e la prospettiva di nuovi successi, come la Champions League, che rappresentano il prossimo obiettivo da conquistare.




