A Charlotte è festa per il Fluminense, l’Inter cade e Chivu ammette: "Potevamo fare di più"
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Redazione Sport
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La notte di Charlotte si è tinguita di verde-granata dopo la vittoria del Fluminense sull’Inter, che ha regalato alla squadra brasiliana l’accesso ai quarti di finale del Mondiale per Club. I tifosi, esultanti, hanno invaso le strade tra canti, alcol e musica, trasformando la città in un palcoscenico di festa. Un’euforia che contrasta con il silenzio amaro dei nerazzurri, costretti a fare i conti con un’eliminazione inaspettata.
Christoph Chivu, pur riconoscendo i limiti della squadra, ha scelto di guardare al "bicchiere mezzo pieno". "Nonostante una stagione difficile, con tante partite e qualche delusione, abbiamo dato tutto per raggiungere gli obiettivi prefissati", ha dichiarato. "Il desiderio, però, non basta. Solo chi combatte ottiene risultati. Potevamo essere più lucidi, gestire meglio il loro blocco basso, ma la lucidità è fondamentale per vincere". Parole che suonano come un’ammissione: l’Inter, pur essendo una delle "big" d’Europa – come sottolineato dall’attaccante del Fluminense Everaldo – non ha saputo imporsi. "Hanno un budget enormemente superiore al nostro, sono arrivati secondi in Champions, ma con tutto il rispetto... non hanno tre palle, ne hanno due come noi", ha aggiunto con una battuta che riassume l’approccio spregiudicato della squadra brasiliana.
A confermare la sorpresa per l’esito della partita è stato anche Luis Henrique, ex Olympique Marsiglia, che ha parlato di una possibile sottovalutazione da parte degli europei. "Noi brasiliani sapevamo quanto sarebbe stato difficile, forse loro no", ha spiegato a CazeTV. Un’analisi che sembra cogliere nel segno: il Fluminense, spesso considerato un avversario alla portata, ha dimostrato di avere un’organizzazione solida e un’aggressività tattica in grado di mettere in difficoltà anche squadre più blasonate.




