Nipotino investito dalla nonna a Zero Branco, la raccomandazione ai genitori prima dell'incidente: «Tenete stretto Simone»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Erano parole pronunciate quasi per abitudine, un gesto di premura che chiunque farebbe prima di compiere una manovra in uno spazio ristretto. «Tenete stretto Simone», avrebbe detto Valentina, la nonna, rivolgendosi ai genitori del bambino mentre si accingeva a parcheggiare l'auto nel cortile di casa, a Zero Branco, in provincia di Treviso. Era il ritorno da una gita in montagna, e la raccomandazione, affidata a poche sillabe prima di innestare la retromarcia, aveva lo scopo di mettere in guardia la famiglia da un pericolo che, forse, nessuno aveva realmente considerato fino a quel momento.
La dinamica dell'incidente nel cortile di via Tiveron
Il dramma si è consumato in pochi, interminabili secondi, nel piazzale di un condominio di via Tiveron, mercoledì sera. Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri della compagnia di Treviso, la donna era appena rientrata alla guida della sua MG ZS e aveva già superato il cancello d'ingresso quando ha iniziato a effettuare la manovra per sistemare il veicolo. In quel frangente, il piccolo Simone, di appena diciotto mesi, sarebbe riuscito a svincolarsi improvvisamente dalla custodia della madre, Olga, e si sarebbe portato lungo la traiettoria percorsa dall'auto in movimento.
L'impatto con il veicolo, per il bambino nato nel settembre 2024, non ha lasciato scampo.
L'iscrizione della nonna nel registro degli indagati
La Procura della Repubblica di Treviso, come prassi in questi casi, ha aperto un fascicolo per fare piena luce sulla vicenda e ha iscritto V.V., la sessantaduenne di origini moldave alla guida dell'autovettura, nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Il procedimento, avviato nelle ore immediatamente successive alla tragedia, si rende necessario per accertare eventuali profili di responsabilità legati alla dinamica dell'incidente, che si è verificato all'interno di una proprietà privata, laddove si applicano le consuete norme in materia di circolazione stradale.
Il dolore di una famiglia e le premure della nonna
Valentina lavora come assistente alla persona nella casa di riposo di Zero Branco, una professione che, più di altre, richiede attenzione e dedizione verso chi è fragile, come i piccoli e gli anziani. Quelle poche parole mormorate prima di parcheggiare, «Tenete stretto Simone», rivelano proprio la consapevolezza del pericolo e l'abitudine a proteggere, caratteristiche che rendono ancor più incomprensibile e dolorosa la tragedia che ha colpito la famiglia.
I carabinieri hanno ascoltato i testimoni e stanno effettuando tutti i rilievi del caso per ricostruire con esattezza la sequenza degli eventi e stabilire le esatte responsabilità nell'incidente che ha portato alla morte del piccolo.




