Bimbo travolto e ucciso dall'auto della nonna a Zero Branco, la Procura apre un'inchiesta

Bimbo travolto e ucciso dall'auto della nonna a Zero Branco, la Procura apre un'inchiesta
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono ancora da ricostruire con precisione i contorni del terribile incidente avvenuto nella serata di mercoledì, intorno alle 20.30, a Zero Branco (Treviso), all'esterno di una palazzina che si trova in una zona residenziale lungo via Tiveron. Un bambino di un anno e mezzo, Simone Chelaru, ha perso la vita dopo essere stato travolto dall'auto che la nonna stava manovrando nel piazzale del condominio; la donna, una 62enne di origini moldave, non si sarebbe resa conto della presenza del piccolo lungo il raggio d'azione del veicolo, investendolo in retromarcia.

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri della stazione locale e dalla polizia municipale, il bambino si trovava in giardino insieme ai genitori ed era sfuggito alla presa del padre, finendo sotto la ruota posteriore dell'auto mentre la nonna stava parcheggiando al suo solito posto; a bordo del veicolo, una MG ZS, si trovava anche la nipotina di otto anni, che ha assistito alla scena.

Il drammatico tentativo di salvare il piccolo

Subito dopo l'impatto, che ha provocato un violento trauma cranico al bambino, la scena si è trasformata in un dramma di una disperazione inaudita. La nonna, appena avvertito l'urto, ha fermato immediatamente il mezzo e ha iniziato a praticare le prime manovre di rianimazione sul nipotino, in attesa dell'arrivo dei soccorsi; sotto choc, la donna continuava a ripetere tra le lacrime frasi strazianti come «L'ho ucciso io» o «L'ho ammazzato».

I vicini, richiamati dalle grida disperate che hanno risuonato lungo tutta la strada, si sono affacciati e hanno prontamente allertato il Suem 118. Sul posto è giunta un'ambulanza dall'ospedale Ca' Foncello di Treviso, i cui sanitari hanno subito intubato il piccolo e proseguito le manovre di rianimazione per stabilizzarlo; il bambino è stato poi trasferito d'urgenza al pronto soccorso dello stesso ospedale, ma le sue condizioni, a causa della gravità del trauma cranico e delle numerose lesioni riportate, sono apparse fin da subito disperate.

Nonostante tutti i tentativi del personale medico, il piccolo Simone è purtroppo deceduto poco dopo il ricovero.

L'iscrizione nel registro degli indagati e le indagini

La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo di inchiesta per fare piena luce sulla dinamica dell'accaduto e la nonna del bambino, V.V., è stata iscritta nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Le indagini sono condotte dai carabinieri di Zero Branco, che hanno già provveduto al sequestro del veicolo coinvolto, mettendolo a disposizione dell'autorità giudiziaria per i necessari accertamenti tecnici.

La magistratura ha inoltre disposto l'autopsia sul corpo del piccolo, un esame che si rivelerà cruciale per determinare con esattezza le cause del decesso e che sarà eseguita nei prossimi giorni. La donna, che secondo quanto emerso lavora come operatrice socio-sanitaria in una casa di riposo poco distante, si è comunque recata in caserma per essere ascoltata e per sottoporsi agli accertamenti di rito, come il test dell'etilometro, che è risultato negativo.

Lo sgomento di una comunità e il cordoglio del sindaco

La tragedia ha gettato nello sconforto l'intera comunità di Zero Branco, dove la famiglia, di origini moldave, era conosciuta e benvoluta; il nucleo familiare, composto da mamma, papà, i due figli piccoli, la nonna e la bisnonna, vive da anni in via Tiveron e i vicini descrivono tutti come «persone splendide», parlando di una «tragedia inspiegabile». I genitori del piccolo, una volta ricevuta la notizia, si sono precipitati all'ospedale Ca' Foncello con la speranza, poi rivelatasi vana, di poter riabbracciare il loro bambino.

Sul posto, nella serata di mercoledì, è giunto anche il sindaco Luca Durighetto, che ha incontrato la famiglia per esprimere il proprio cordoglio e la vicinanza dell'amministrazione; in una dichiarazione, Durighetto ha definito la vicenda come una «tragedia che ci sconvolge, con la sua dinamica difficile persino da credere», aggiungendo che la comunità non può che manifestare «affetto e vicinanza per questa famiglia straziata».

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