Tragedia a Tirano, un uomo di 50 anni ucciso da un cane (forse un branco) nei boschi di Trivigno

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Si aggrava il bilancio delle vittime di aggressioni animali in alta Valtellina. Dopo le prime, confuse informazioni relative a un possibile attacco a una donna, è emersa con chiarezza la drammatica fine di un uomo di 50 anni, deceduto nel pomeriggio del 23 aprile nella zona impervia di Trivigno, a circa 1.800 metri di altitudine, nel territorio comunale di Tirano. I soccorsi, che hanno mobilitato l’elicottero di Areu, le squadre del nazionale del Soccorso alpino e speleologico e i militari del Soccorso alpino della Guardia di Finanza, sono scattati poco dopo le 15, ma per la vittima – forse impegnata in un’escursione solitaria – non c’era ormai più nulla da fare, con il medico costretto a constatarne soltanto il decesso.

L’ipotesi del molossoide e l’incognita del lupo

Le circostanze dell’accaduto restano ancora poco chiare e sono al vaglio delle autorità, che si trovano a dover gestire una scena del crimine atipica rispetto ai consueti interventi in montagna. Secondo le prime indiscrezioni, raccolte dagli inquirenti sul posto, l’animale responsabile – o gli animali, vista la violenza dell’aggressione – apparterrebbe al gruppo dei cani di tipo molossoide, razze note per la ratura robusta e una forza fisica notevole, sebbene al momento non vi siano conferme ufficiali né sul numero esatto né sull’eventuale proprietario. La posizione isolata del luogo, tuttavia, ha fatto riaffiorare anche il timore – non ancora del tutto fugato – che l’attacco possa essere riconducibile a un lupo, vista la presenza censita di un branco nelle aree più alte del versante valtellinese; gli esperti del Parco nazionale dello Stelvio, interpellati in via informale, tenderebbero però a escludere questa pista, ricordando come si tratti di animali solitamente schivi e restii ad avvicinarsi all’uomo.

Indagini serrate tra proprietà e abbandono

Le indagini, coordinate dai carabinieri di Tirano, si concentrano ora su due fronti principali: risalire al proprietario dell’animale e ricostruire la dinamica esatta dell’incontro mortale. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il cane (o i cani) fosse in compagnia del suo padrone al momento del fatto, magari durante una battuta di caccia o una semplice passeggiata, o se si trattasse invece di un esemplare abbandonato, lasciato libero di vagare in una zona dove la presenza umana, seppur rada, è comunque possibile. Non si esclude, infine, l’ipotesi che l’uomo conoscesse gli animali coinvolti, una circostanza che renderebbe la tragedia ancora più complessa da decifrare per chi sta analizzando i segni lasciati sul della vittima.

Un bilancio che pesa sulla cronaca della montagna

La notizia, rapidamente diffusa, ha gettato nello sconcerto la comunità locale, abituata a convivere con i rischi oggettivi della natura ma non certo con la ferocia di un attacco diretto e mirato. L’area di Trivigno, una splendida località raggiungibile in pochi chilometri sia da Tirano che da Aprica, è stata posta in sicurezza mentre proseguono i rilievi tecnici per chiarire eventuali responsabilità. La Procura, che ha aperto un fascicolo ancora contro ignoti, attende i risultati degli esami necroscopici per stabilire con certezza se si sia trattato dell’opera di un singolo esemplare o di un branco, un dettaglio che orienterà le scelte future sulla gestione della fauna selvatica e domestica in un territorio dove il confine tra bosco e insediamento umano è sempre stato labile.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.