Comprare casa ormai è un affare da ricchi, e gli affitti galoppano senza tregua
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Redazione Economia
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Il sogno della proprietà, che per decenni ha rappresentato per le famiglie italiane il principale strumento di stabilità economica e sociale, si trasforma sempre più in un miraggio. Chi intende comprare una casa si muove, lo sappiamo, in un equilibrio precario tra attesa e necessità: rimanda l’acquisto, studia i prezzi con l’ansia di chi teme un passo falso, segue da vicino le oscillazioni dei mutui – quelle sì, capaci di far cambiare idea dall’oggi al domani – e aspetta una maggiore stabilità personale o lavorativa, spesso dopo anni di precarietà contrattuale. L’idea è sempre la stessa: trovare il momento giusto. Ma aspettare, a volte, può rivelarsi la scelta peggiore. Lo dicono i numeri, che non mentono mai del tutto.
Prezzi in salita, anche per chi resta in affitto
Guardando i dati più recenti, chi sperava in una tregua del mercato immobiliare resterà deluso. Comprare casa, stando alle rilevazioni, è diventato un affare sempre più esclusivo: +4,2% in un solo anno. Una cifra che da sola racconta un cambio di passo. E parallelamente, per chi non può permettersi quell’impresa o semplicemente sceglie di restare in locazione, gli affitti vanno alle stelle. I canoni di locazione crescono senza sosta: ad aprile toccano un nuovo massimo storico, con una media nazionale di 15 euro al metro quadro. Un valore che, dice il report dell’Ufficio Studi di Idealista, segna un +1,4% su base mensile, un +4,4% trimestrale e un +3% annuo.
Roma ai massimi, Latina fa eccezione
Non tutte le città, però, viaggiano alla stessa velocità. Il mercato mostra differenze profonde, quasi violente, tra aree in fortissima tensione e altre dove i prezzi arretrano. Roma, ad esempio, resta su livelli elevatissimi, tra i più alti mai registrati nella storia recente delle locazioni capitoline. Dall’altra parte, Latina va controcorrente: lì i prezzi scendono, un caso quasi unico nel panorama nazionale. Un andamento a macchia di leopardo che conferma quanto il mattone risponda a logiche sempre più locali, legate a flussi turistici, mobilità lavorativa e attrattività dei territori.
Reggio Emilia tra le città con gli aumenti più forti
Tra i casi emblematici di questa impennata generale spicca Reggio Emilia, che rientra suo malgrado tra le città con gli aumenti più marcati dei canoni. Ad aprile, nella città emiliana, i canoni crescono del 3,6%, inserendosi a pieno titolo in una tendenza nazionale che non accenna a invertire rotta. Un trend che stride con le difficoltà di molte famiglie, costrette a destinare fette sempre più ampie del proprio reddito al solo capitolo abitativo. E mentre i prezzi delle case, ad aprile, salgono dello 0,8% (. +5% nell’ultimo anno), il quadro che emerge è quello di un mercato ormai polarizzato: da un lato chi può comprare e lo fa, spesso con risorse consistenti; dall’altro chi resta in affitto e subisce passivamente rincari mensili.
La precisazione metodologica di idealista sugli annunci
Proprio riguardo al report con l’indice dei valori immobiliari, idealista ha voluto fare chiarezza sulla propria metodologia di calcolo, un aspetto non marginale per chi vuole interpretare correttamente i numeri. L’azienda spiega che, a partire dal rapporto relativo al secondo trimestre del 2022, ha aggiornato la procedura di determinazione del prezzo delle abitazioni: sono stati rimossi gli annunci di aste dal campione storico, che copre da gennaio 2012 a oggi. Questo approccio, spiega idealista, permette di minimizzare le distorsioni statistiche derivanti dai prezzi di quegli annunci – i quali non rispecchiano l’effettiva richiesta del proprietario, bensì il prezzo base d’asta, spesso inferiore al valore reale – e garantisce la massima accuratezza del report. Una scelta tecnica che restituisce un quadro più fedele, seppur più drammatico, della realtà delle compravendite e delle locazioni.




