Alessandro Gassmann torna su Raiuno con l’avvocato Guerrieri, ma niente Sanremo per via del figlio Leo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il piccolo schermo si appresta ad accogliere un volto noto del cinema e del teatro, quello di Alessandro Gassmann, il quale dal 9 marzo calcherà le scene della televisione pubblica, ma in una veste del tutto nuova e per certi versi inedita. Sarà lui, infatti, a dare Corpo e anima a Guido Guerrieri, il celebre avvocato penalista nato dalla penna raffinata di Gianrico Carofiglio, in una serie intitolata “Guerrieri - La regola dell’equilibrio”, diretta da Gianluca Maria Tavarelli e destinata a occupare la prima serata per quattro appuntamenti -4. L’attore, che dei romanzi di Carofiglio è un lettore appassionato e da tempo, si è detto immediatamente ritrovato nei panni di un personaggio complesso, le cui fragilità e i cui difetti, come ha tenuto a sottolineare, costituiscono il nucleo più autentico e magnetico della sua personalità -2. L’interpretazione, che prende vita in una Bari spesso notturna e lontana dagli stereotipi, vede Guerrieri alle prese con casi giudiziari intricati, affiancato da un cast corale che dà volto ai suoi storici compagni d’avventura letteraria: l’ispettore Carmelo Tancredi, interpretato da Michele Venitucci, l’investigatrice privata Annapaola, che è Ivana Lotito, e la praticante Consuelo, affidata a Lea Gavino -2-4.
Se l’impegno professionale lo porterà sugli schermi a primavera, una questione squisitamente familiare gli impedirà, invece, di varcare la soglia del Teatro Ariston nelle prossime settimane. Gassmann, nel corso della conferenza stampa di presentazione della fiction, ha chiarito i motivi della sua assenza dal Festival di Sanremo, kermesse che pure avrebbe rappresentato una vetrina ideale per lanciare la serie al grande pubblico -1. La ragione, ha spiegato, è da ricondurre a una precisa norma del regolamento della manifestazione: qualora un cantante sia in gara, ai suoi parenti stretti non è concessa la possibilità di salire sul palco dell’Ariston, neppure in veste di ospiti o presentatori -1-7. E visto che tra i Big in competizione ci sarà suo figlio Leo, in lizza con il brano “Naturale”, all’attore non resta che seguire la gara da casa, facendo il tifo, come ha dichiarato con ironia e affetto, per il suo cantante pop preferito -2.
La serie, coprodotta da Rai Fiction, Rai Com, Combo International e Bartlebyfilm, trae liberamente ispirazione da tre romanzi della saga di Guerrieri: “Ragionevoli dubbi” e “Le perfezioni provvisorie”, entrambi editi da Sellerio, e “La regola dell’equilibrio”, pubblicato da Einaudi, che presta il Titolo alla fiction -2-4. A impreziosire l’operazione, la sceneggiatura porta la firma dello stesso Carofiglio, affiancato da Doriana Leondeff, Antonio Leotto e Oliviero Del Papa -2. Gassmann, nel tratteggiare il suo personaggio, ha voluto sottolineare come l’empatia di Guerrieri, la sua capacità di immedesimarsi nei clienti e di non celare le proprie incertezze, rappresenti la cifra distintiva di un uomo che in aula è un combattente, ma che fuori non teme di mostrarsi vulnerabile -4. Una caratteristica, questa, che l’attore dice di condividere pienamente, non avendo mai avuto timore di esprimere le proprie emozioni, e che gli ha permesso di attingere a piene mani dalle sue esperienze personali per costruire un avvocato credibile e lontano dai canoni dell’eroe indistruttibile -6.
Il regista Gianluca Maria Tavarelli, da parte sua, ha voluto restituire una Bari reale, lontana dai luoghi comuni del Sud pittoresco e a tratti folcloristico, preferendo inquadrare le luci e le ombre di una metropoli complessa, che fa da sfondo naturale alle indagini e ai tormenti interiori del protagonista -2. E proprio la scelta di evitare stereotipi sulla città e sui suoi abitanti, ha raccontato Tavarelli, è stata particolarmente apprezzata da Carofiglio, il quale ha riconosciuto nella resa visiva l’essenza profonda dei suoi scritti -2. L’avvocato Guerrieri, va ricordato, non è nuovo a trasposizioni televisive: un precedente risale al 2007, quando fu interpretato da Emilio Solfrizzi in una miniserie per Mediaset, allora diretta da Alberto Sironi -2. Quella versione, ha commentato Gassmann, aveva un taglio più incline alla commedia, mentre l’approccio di Tavarelli appare maggiormente fedele al tono più riflessivo e malinconico della prosa carofigliana.
La scelta di non salire all’Ariston e l’orgoglio per il talento del figlio
Il divieto regolamentare, che Gassmann ha accennato con un misto di rassegnazione e ironia, gli preclude dunque la possibilità di approfittare della ribalta sanremese per promuovere il suo nuovo lavoro, ma non gli toglie la gioia di seguire le gesta artistiche del figlio. Leo Gassmann, che aveva già vinto tra le Nuove Proposte nel 2020 e partecipato tra i Big nel 2023, torna in gara con un brano che il padre ha già eletto a suo preferito -9. Un aneddoto curioso, legato proprio al Festival, riguarda un episodio lontano nel tempo: l’attore ricordò, infatti, di aver rifiutato, con lungimiranza, di condurre l’edizione del 1989, quella passata alla storia come il Festival dei “figli d’arte”, definita da lui stesso un disastro -2. Un rifiuto di cui va fiero, anche perché, come ha raccontato, il figlio di Anthony Quinn, Danny Quinn, che invece quella conduzione la accettò, gli somigliava vagamente, esponendolo per anni agli improperi di spettatori che lo scambiavano per il malcapitato conduttore -2-7.
Tornando alla fiction, la scelta di affidare a Gassmann il ruolo del penalista barese appare, a sentire le sue parole, quasi naturale. Pur non avendolo mai immaginato con le sue fattezze durante la lettura, l’attore ha dichiarato di essersi immediatamente riconosciuto nei panni di un uomo che vive la professione con passione e che della ricerca della verità, al di là di ogni convenienza, fa la sua ragione di vita -6. Ad aiutarlo nella costruzione del personaggio, ha rivelato, è stato proprio Carofiglio, il quale gli ha suggerito di puntare tutto sulla credibilità nei momenti processuali, ricordandogli che la parte dibattimentale, nei suoi romanzi, è giuridicamente inattaccabile -2. Un consiglio prezioso, che ha permesso a Gassmann di affrontare le arringhe con la sicurezza di chi, pur non essendo un avvocato, si sente sostenuto da una scrittura solida e da una preparazione meticolosa.




