Guerrieri, la serie tv con Alessandro Gassmann da stasera in tv

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Prende il via questa sera su Rai 1, per l’esattezza alle 21 e 30, “Guerrieri – La regola dell’equilibrio”, la nuova fiction che vede Alessandro Gassmann calarsi nei panni dell’avvocato penalista Guido Guerrieri, personaggio nato dalla penna di Gianrico Carofiglio e già noto ai lettori di romanzi come “Ragionevoli dubbi”, “Le perfezioni provvisorie” e, appunto, “La regola dell’equilibrio”. La serie, diretta da Gianluca Maria Tavarelli, si compone di quattro puntate e promette di mescolare il legal drama con una profonda introspezione psicologica, il tutto ambientato in una Bari inedita, lontana dagli stereotipi e spesso avvolta in un’atmosfera notturna e riflessiva. L’operazione, coprodotta da Rai Fiction e Combo International, non si limita a trasporre le storie, ma cerca di restituire la complessità di un uomo, Guerrieri, il cui talento e la cui ironia si accompagnano a una fragilità che lo rende umano, credibile e profondamente empatico, quasi fosse quella sua capacità di immedesimarsi negli altri, insieme, la sua forza e la sua più grande debolezza.

Un penalista inquieto tra fantasmi del passato e nuovi casi

Il Guerrieri interpretato da Gassmann, lo si scoprirà già nella prima puntata dal Titolo “Ragionevoli dubbi”, è un professionista affermato ma segnato da una vita privata in bilico: il matrimonio con Sara è ormai giunto ai titoli di coda, e questo squilibrio emotivo lo porta a cercare nella boxe una valvola di sfogo e una disciplina che forse nella quotidianità fatica a trovare. A sconvolgere il suo già precario equilibrio interiore arriva la richiesta di difendere Fabio Paolicelli, un uomo condannato in primo grado per traffico internazionale di droga che si dichiara innocente. Un caso, questo, che si rivelerà subito spinoso non solo per le prove apparentemente schiaccianti a carico dell’imputato, ma anche perché tra Guerrieri e Paolicelli esiste un legame che affonda nel passato, un fantasma che torna a bussare alla sua coscienza professionale e personale. A complicare la sua posizione, contribuendo a rendere ancora più labile il confine tra etica e coinvolgimento emotivo, ci penserà Odile, la moglie dell’imputato, con la quale l’avvocato instaurerà un rapporto ambiguo e carico di tensione.

Il cast corale e una Bari protagonista silenziosa

Accanto a Gassmann, la serie può contare su un cast che promette di sostenere con efficacia la complessità della narrazione. Troviamo infatti Ivana Lotito nei panni di Annapaola Doria, ex giornalista di cronaca nera diventata investigatrice privata, e Michele Venitucci in quelli dell’ispettore di polizia Carmelo Tancredi, un alleato prezioso per Guerrieri nelle sue indagini parallele. Completano il quadro dello studio legale Lea Gavino, che interpreta la praticante Consuelo, e Michele Ragno, nelle vesti del giovane stagista Toni, descritto come apparentemente distratto ma dotato di un’intelligenza vivace e imprevedibile. Sullo sfondo di queste vicende, come anticipato, c’è Bari, una città che il regista Tavarelli ha voluto esplorare in ogni sua sfumatura, dal tribunale al lungomare, dai vicoli del centro storico alle periferie, lontano da ogni retorica e con l’obiettivo dichiarato di raccontare una realtà urbana complessa e autentica. Le riprese, durate circa quindici settimane tra il 2024 e il 2025, hanno toccato anche altre località pugliesi come Monopoli, Trani e Giovinazzo, per ampliare la tavolozza visiva della storia.

La seconda puntata e il mistero di una scomparsa

L’appuntamento con il secondo episodio, in onda lunedì 16 marzo, porterà Guerrieri fuori dalle aule di tribunale, costringendolo a misurarsi con un caso che ha i contorni di un giallo classico. Sulla sua scrivania arriverà il fascicolo di Manuela, una ragazza di vent’anni scomparsa nel nulla dopo una festa, senza lasciare traccia. Un’indagine, questa, che sembrerebbe richiedere le competenze di un detective più che di un avvocato penalista, e che probabilmente metterà ulteriormente alla prova le sue capacità di lettura della realtà e delle persone, in un crescendo di tensione che si preannuncia coinvolgente e ricco di colpi di scena, almeno stando alle prime anticipazioni fornite dalla produzione. La serie, che andrà avanti per quattro lunedì consecutivi fino al 30 marzo, si propone dunque come uno dei prodotti di punta della primavera televisiva di mamma Rai, con l’ambizione di raccontare la giustizia e i suoi interpreti con uno sguardo nuovo, meno celebrale e più umano, capace di scavare nelle pieghe dell’animo di chi il diritto è chiamato a esercitarlo ogni giorno.

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