Alessandro Gassmann e il Sanremo del figlio Leo: "È andato male, ma è il giudizio del pubblico"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non è semplice, per un padre, guardare il figlio misurarsi con un palcoscenico spietato come quello dell'Ariston, e farlo mantenendo quell'equilibrio tra l'orgoglio genitoriale e la lucidità di chi il mestiere lo conosce bene. Alessandro Gassmann, intervistato da Fanpage, non si è sottratto alle domande sul recente passato festivaliero di Leo Gassmann, reduce da un'edizione di Sanremo che lo ha visto classificarsi al ventottesimo posto. Il giudizio dell'attore, però, non si sofferma su tecnicismi o presunte ingiustizie, ma si limita a constatare l'esito oggettivo della competizione: "Questo Sanremo è andato male", ha dichiarato, attribuendo però la valutazione al pubblico, che nei meccanismi della kermesse resta l'unico arbitro sovrano. Una presa d'atto, la sua, che suona come un rispetto delle regole del gioco, lontana da ogni tentazione di polemica o di difesa d'ufficio del proprio sangue.

Dietro le quinte di quella che lui stesso definisce una prestazione non riuscita agli occhi del grande pubblico, Gassmann traccia però un ritratto del figlio che prescinde completamente dalla classifica. "Sono stupefatto come genitore per la persona che è mio figlio", confessa, descrivendo Leo come un individuo dotato di una personalità granitica e di una rara attenzione verso il prossimo. Una qualità, quest'ultima, che secondo l'attore si manifesta in una gentilezza costante, anche in quelle circostanze in cui sarebbe facile e persino giustificabile abbandonarla. L'analisi di Gassmann senior si spinge fino a un confronto caratteriale, una sorta di ammissione di diversità: quella calma invidiabile che riconosce in Leo, infatti, "non ha ereditato da me". Una frase che lascia intravedere la consapevolezza di un carattere paterno probabilmente più impulsivo, e che contestualmente valorizza la compostezza del figlio come un tratto distintivo e autonomo, qualcosa che va oltre il semplice retaggio familiare.

A emergere dalle dichiarazioni, raccolte in un momento di promozione per i suoi impegni professionali – tra cui la serie "Guerrieri – La regola dell'equilibrio", tratta dai romanzi di Gianrico Carofiglio – è anche un Gassmann che non esita a ironizzare sul proprio passato e sul presente. Con quella vena autoironica che lo contraddistingue, l'attore torna su un vecchio aneddoto che lo vede protagonista di un calendario in cui posava nudo su una roccia, un'impresa che, a suo dire, gli permise di comprare casa. Uno spiraglio sul privato che serve anche a introdurre una riflessione più personale: l'età che avanza e l'idea, appena accennata, di un possibile ritiro dalle scene, o quanto meno di una decelerazione. Una considerazione che stride solo in apparenza con l'energia spesa nel commentare le vicende del figlio e nel presentare i propri progetti, ma che aggiunge un ulteriore strato di profondità a un'intervista che intreccia carriera, famiglia e bilanci esistenziali.

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