Stellantis, grippa l'indotto ultimo regalo di Tavares

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Cresce l'allarme tra i lavoratori delle aziende che operano per Stellantis, un'eredità pesantissima lasciata dall'ex amministratore delegato Carlos Tavares. Subito dopo il suo allontanamento, la decisione di portare Stellantis fuori da Acea è stata rinnegata, con il gruppo che presenterà una nuova domanda di adesione all'associazione da cui manca da gennaio 2023. Le ultime procedure avviate da Stellantis costeranno il posto a 249 persone.

A Melfi, i licenziamenti sono stati definiti inaccettabili, con un presidio e un'assemblea dei lavoratori prevista per il 9 dicembre 2024 alle ore 9:00 davanti all'ingresso B dello stabilimento. I lavoratori della Teknoservice srl e della Logitech si riuniranno per affrontare e scongiurare i licenziamenti collettivi attivati dalle aziende. L'indotto automotive vede 150 operai a rischio, con la minaccia di bloccare i comuni. "Il lavoro non si tocca, il lavoro non si tocca!" è il grido disperato dei lavoratori, che hanno concluso la terza settimana di sciopero consecutiva, una mobilitazione senza precedenti nella storia di Fiat prima e di Fca poi.

Gli operai della Logitech, della Trasnova, della Teknoservice e della De Vizia sono in protesta dallo scorso 18 novembre, pochi giorni dopo che la società di pulizie ha comunicato la procedura di licenziamento collettivo. La Trasnova, che ha sede in provincia di Frosinone, procede al licenziamento collettivo di 97 lavoratori impiegati negli stabilimenti Stellantis di Pomigliano d'Arco, Mirafiori, Cassino e Melfi. Secondo i sindacati, il numero sale fino a 400 se si considerano le attività subappaltate dalla Trasnova stessa. Stellantis ha affidato a questa azienda l'appalto della logistica degli stabilimenti di Pomigliano, Cassino, Melfi e Rivalta per spostare le auto prodotte sui piazzali dove vengono caricate sulle bisarche

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