Tavares e il futuro di Stellantis in Italia
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Redazione Economia
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Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, ha recentemente affrontato una seduta parlamentare complessa e articolata, durante la quale ha ribadito la volontà del gruppo di mantenere la propria presenza in Italia, nonostante i costi elevati. Tavares, di ritorno da Detroit, ha sottolineato come l'industria automobilistica stia attraversando un "momento darwiniano", un periodo di evoluzione e adattamento necessario per sopravvivere in un mercato sempre più competitivo e globalizzato.
Durante l'audizione alla Commissione Attività Produttive della Camera, Tavares ha evidenziato le difficoltà legate alla produzione e vendita di auto elettriche in Italia, attribuendo i prezzi elevati alla mancanza di incentivi governativi. Nonostante ciò, ha affermato con decisione che Stellantis non ha intenzione di abbandonare il paese, mantenendo gli impianti produttivi e rifiutando categoricamente l'idea di vendere ai cinesi.
Il discorso di Tavares ha suscitato reazioni contrastanti tra i vari gruppi politici, dai 5Stelle al Pd, passando per Azione e Fratelli d'Italia, che hanno definito le sue parole un "ricatto inaccettabile". Tuttavia, sono stati i sindacati a mettere in luce un pericolo ancora più concreto: un possibile taglio drastico dei costi che potrebbe colpire l'indotto auto, con una riduzione del 40%.
La situazione, già di per sé complessa, è resa ancora più intricata dalla richiesta di Tavares di sussidi e incentivi per sostenere la produzione di auto elettriche in Italia.




