La polizia apre un’inchiesta sulle possibili negligenze nel caso di Villa Pamphili
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Redazione Interno
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Mentre gli inquirenti continuano a lavorare per identificare i corpi della donna e della bambina rinvenuti tra i rovi di Villa Pamphili, il capo della polizia Vittorio Pisani ha disposto un’indagine interna per accertare eventuali responsabilità procedurali. Le operazioni, complicate dall’assenza di documenti e dalla difficoltà nel ricostruire gli ultimi spostamenti delle vittime, procedono parallelamente alle indagini principali, che vedono coinvolto Francis Kaufmann, fermato in Grecia con l’accusa di omicidio aggravato.
L’uomo, noto anche come Rexal Ford, ha attirato l’attenzione per le dichiarazioni rilasciate durante l’udienza di convalida dell’arresto a Larissa, dove ha apostrofato gli italiani definendoli «mafiosi». Un’affermazione pronunciata con tono provocatorio dal 46enne, già al centro delle indagini per la morte della bimba di sei mesi, il cui corpo è stato trovato a poca distanza da quello della donna, probabilmente sua madre.
Sulle origini della vittima adulta, gli investigatori stanno valutando l’ipotesi che si trattasse di una cittadina ucraina russofona, forse in fuga dal proprio Paese. Le analisi genetiche e il confronto con i database internazionali potrebbero sciogliere i dubbi, ma al momento non è stato possibile stabilire con certezza né la sua identità né le circostanze che l’hanno portata a Roma.
Intanto, dai primi riscontri emerge un altro tassello: Kaufmann, secondo testimonianze raccolte a Malta, avrebbe frequentato una donna bionda, scomparsa improvvisamente senza lasciare traccia. Un dettaglio che, se confermato, potrebbe aprire nuovi scenari nelle indagini. Ray, gestore di un pub irlandese a Marsascala, lo ha riconosciuto senza esitazioni dalle foto mostrategli, pur ignorando ancora il legame con il delitto di Villa Pamphili.




