Omicidio allo Zen di Palermo, tre fermati dopo la morte di Vito Genovese
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Redazione Interno
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L’omicidio allo Zen di Palermo di Vito Genovese, 45 anni, ha portato al fermo di tre persone accusate della sua morte e del tentato omicidio di un uomo intervenuto durante l’aggressione. I carabinieri hanno fermato due minorenni di 16 e 17 anni e un uomo di 33 anni, Paolo Puleo, già sottoposto agli arresti domiciliari secondo quanto ricostruito dagli investigatori. Le accuse contestate ai tre, a vario titolo e in concorso, sono quelle di omicidio volontario e del ferimento della persona che avrebbe cercato di difendere Genovese.
La morte di Vito Genovese dopo l’aggressione allo Zen
Secondo la ricostruzione dei fatti, Vito Genovese sarebbe stato aggredito durante una lite scoppiata nei pressi del garage della sua famiglia, nel quartiere Zen di Palermo. L’uomo sarebbe intervenuto dopo aver sorpreso alcune persone mentre erano impegnate davanti al garage, in una situazione collegata a un presunto tentativo di furto. Durante l’aggressione sarebbe stato colpito con un cacciavite, riportando ferite che hanno provocato la sua morte. L’episodio è avvenuto nella notte di Ferragosto e ha coinvolto anche un 47enne rimasto ferito mentre interveniva nella vicenda.
I carabinieri hanno individuato i presunti responsabili attraverso una serie di accertamenti svolti dopo l’intervento sulla scena del crimine. Le attività investigative hanno compreso il sopralluogo nel luogo dell’aggressione, gli interrogatori di alcune persone informate sui fatti, i riconoscimenti fotografici e specifici accertamenti tecnici. Gli elementi raccolti hanno portato al fermo dei tre accusati, ritenuti coinvolti nella morte di Genovese e nel ferimento dell’altra persona presente durante l’aggressione.
I tre fermati e le accuse contestate dai carabinieri
Tra le persone fermate figura un uomo di 33 anni, Paolo Puleo, che secondo quanto riportato si trovava già agli arresti domiciliari. Insieme a lui sono stati fermati due ragazzi minorenni di 16 e 17 anni. Per tutti è scattato il provvedimento con l’accusa di omicidio volontario, mentre la contestazione riguarda anche il tentato omicidio nei confronti del 47enne ferito durante l’intervento a difesa di Genovese.
La vicenda ha concentrato l’attenzione sull’aggressione avvenuta allo Zen di Palermo e sul lavoro investigativo svolto per ricostruire la dinamica della morte di Vito Genovese. Gli accertamenti dei carabinieri hanno ricostruito i passaggi successivi all’episodio, dalla scena del crimine fino all’identificazione delle tre persone fermate. L’indagine ha quindi portato a un quadro accusatorio che coinvolge un adulto e due minorenni per i fatti avvenuti nei pressi del garage di famiglia della vittima.
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