Omicidio allo Zen di Palermo, fermati tre presunti autori: l'uomo sorprese i ladri nel garage

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte di Ferragosto si è trasformata in tragedia nel cuore del quartiere Zen di Palermo, dove Vito Genovese, un 45enne del posto, ha perso la vita in circostanze ancora drammatiche, dopo aver sorpreso alcune persone intenti a frugare davanti al garage di famiglia. I carabinieri della Compagnia di San Lorenzo e San Filippo Neri, al termine di serrate indagini condotte senza sosta, hanno eseguito un fermo che ha portato in carcere tre persone, tutte accusate a vario titolo di concorso in omicidio volontario.

Tra i fermati figurano Paolo Puleo, 34 anni, che si trovava già agli arresti domiciliari, e due minorenni, rispettivamente di 17 e 16 anni, la cui posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria minorile.

La dinamica dell'aggressione e le indagini dei carabinieri

Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, Vito Genovese si sarebbe accorto della presenza di alcuni malintenzionati mentre questi stavano armeggiando nei pressi del box auto di sua proprietà, in via Costante Girardengo. Il quarantacinquenne, probabilmente allo scopo di difendere il suo spazio e dissuadere i malviventi, sarebbe stato avvicinato e colpito più volte con un cacciavite, un’arma che ha inferto ferite giudicate mortali. Sul posto sono intervenuti i soccorsi, ma per l'uomo non c'è stato nulla da fare.

I militari dell'Arma, coordinati dalla Procura, hanno avviato subito un'imponente attività investigativa che ha compreso un accurato sopralluogo sulla scena del crimine, il raccoglimento di testimonianze da parte di persone informate sui fatti e il vaglio di numerosi elementi tecnici, fra cui i riconoscimenti fotografici che hanno permesso di stringere il cerchio intorno ai tre indagati.

I tre fermati e il ruolo di Paolo Puleo

L'operazione dei carabinieri ha dunque portato all'identificazione e al fermo di Paolo Puleo, 34 anni, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per altri reati, e dei due giovanissimi complici. Le accuse formalizzate nei loro confronti sono quelle di omicidio volontario in concorso, anche se il grado di partecipazione di ciascuno all'aggressione è ancora in fase di accertamento. Puleo si trova ora nel carcere di Pagliarelli, mentre i due minorenni sono stati trasferiti in un istituto penale minorile, a disposizione dei magistrati che stanno seguendo il fascicolo.

L'uomo di 33 anni, che aveva precedenti con la giustizia, avrebbe avuto un ruolo determinante nella vicenda, così come i due adolescenti, tutti legati da un vincolo di conoscenza reciproca che ne ha facilitato il coinvolgimento nella tentata effrazione.

Le reazioni nel quartiere Zen e il lavoro degli inquirenti

La notizia del fermo ha scosso il quartiere Zen, una zona già da tempo al centro dell'attenzione per episodi di microcriminalità, ma che difficilmente aveva fatto i conti con un omicidio così brutale in piena notte. I residenti, ancora sotto choc per quanto accaduto, guardano con apprensione agli sviluppi giudiziari, mentre gli investigatori proseguono senza sosta per ricostruire ogni singolo passaggio antecedente e successivo all'aggressione.

Il lavoro degli inquirenti si è concentrato in particolare sulla comparazione delle tracce repertate e sugli elementi forniti da alcuni testimoni, che hanno permesso di dare un volto e un nome ai presunti autori del delitto.

Le risultanze tecniche e il quadro indiziario

Oltre ai riconoscimenti fotografici e alle dichiarazioni raccolte, un ruolo fondamentale nella risoluzione del caso è stato giocato dagli accertamenti tecnici disposti dai carabinieri, che hanno consentito di incastrare i tre indagati in un quadro indiziario ritenuto robusto dalla procura. Il sopralluogo effettuato subito dopo il delitto ha restituito elementi utili a comprendere la dinamica dei colpi inferti con il cacciavite, mentre le telecamere di sorveglianza presenti nella zona, sebbene non sempre perfettamente funzionanti, hanno fornito alcuni fotogrammi decisivi per le indagini.

Si attendono ora i risultati degli esami autoptici sul corpo di Vito Genovese, che potrebbero chiarire ulteriormente l'esatta sequenza delle lesioni e la tempistica dell'accaduto.

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