Aumento delle accise sul gasolio, una stangata per gli automobilisti italiani
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Redazione Economia
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L'ipotesi di un aumento delle accise sul gasolio, prevista dal Piano strutturale di bilancio allo studio del governo, ha sollevato un'ondata di preoccupazioni tra gli automobilisti italiani. Secondo Assoutenti, l'incremento delle accise rappresenterebbe una stangata da 3,1 miliardi di euro, gravando ulteriormente sulle tasche dei cittadini. Attualmente, su ogni litro di gasolio acquistato, il 56,1% del prezzo, pari a 0,91 euro al litro ai prezzi attuali, è costituito da tasse, tra IVA e accise.
L'autotrasporto, un settore già sotto pressione, ha chiesto al governo di fare chiarezza immediata su queste voci di aumento. Le notizie diffuse dai media riguardanti possibili interventi nella prossima legge di bilancio hanno generato legittime preoccupazioni tra gli operatori del settore. Fai-Conftrasporto, in particolare, ritiene che questa delicata questione debba essere affrontata con precise rassicurazioni da parte dei ministeri competenti, per evitare che si inneschino strumentalizzazioni che potrebbero causare turbolenze nella categoria.
Nonostante i tentativi di armonizzazione a livello di Unione europea, le accise sui carburanti restano una prerogativa dei singoli Paesi, che decidono su quali prodotti applicarle e con quale aliquota. In Italia, dall'1 gennaio 2023, le accise sui carburanti sono le seguenti: benzina 0,72840 €/l, gasolio 0,61740 €/l e GPL 0,14727 €/l. Queste accise si aggiungono al prezzo del carburante proposto dal gestore dell'impianto di distribuzione, il cosiddetto prezzo industriale, che comprende il costo della materia prima e i margini degli operatori della filiera.
Il governo Meloni, con una riga inserita nella delega fiscale, sembra preparare un prelievo di 3,1 miliardi di euro dalle tasche degli automobilisti, allineando le aliquote delle accise per diesel e benzina.




