L'Inter di Chivu non si ferma: 3-0 alla Lazio e pensiero per Beccalossi in vista della finale

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La macchina da guerra costruita da Cristian Chivu, nonostante lo scudetto già al sicuro in bacheca da qualche settimana, continua a macinare gioco e vittorie con una voracità che lascia intendere quanto sia affamato questo gruppo. L'ultima prestazione, un 3-0 netto inflitto alla Lazio sul suo terreno di gioco, rappresenta molto più di un semplice risultato di lusso in un campionato ormai archiviato. È la fotografia di una mentalità solida, quella ribadita dal tecnico rumeno al termine del match, il quale ha voluto spezzare una lancia a favore del valore collettivo della sua squadra, “una squadra fantastica che vive qualcosa di speciale”, evitando con cura di cadere nella trappola dei facili individualismi.

L'assenza di un minuto di silenzio e il ricordo di una leggenda nerazzurra

A offuscare leggermente la goleada, almeno sul piano emotivo, c’è stata la mancata osservanza di un minuto di raccoglimento in memoria di Evaristo Beccalossi, figura storica del club scomparsa proprio in questi giorni. Interpellato sul tema al termine della conferenza stampa, Chivu ha risposto con il tatto e il garbo che da sempre lo contraddistinguono, evitando qualsiasi sterile polemica. “Perdere una persona cara, che ha scritto la storia dell’Inter, ci rammarica”; ha spiegato il tecnico, porgendo le condoglianze alla famiglia e all’intero ambiente interista. La sua replica, però, andava oltre la semplice formalità: laddove altri avrebbero potuto sollevare un polverone per la mancanza di sensibilità mostrata dall’organizzazione, Chivu ha preferito ricordare l’affetto sincero che lega lo spogliatoio a Beccalossi, un uomo – lo ha sottolineato – che è sempre stato vicino alla squadra. “Non sono in grado di fare il minuto di silenzio e non so che dire”; ha ammesso candidamente, chiudendo la questione con un pensiero privato che vale più di qualsiasi celebrazione pubblica: “Noi abbiamo sempre pensato a lui da quando abbiamo saputo della notizia”.

Inevitabili paragoni e la replica garbata a Mourinho

La standing ovation per il cammino dei nerazzurri, inevitabilmente, riporta alla mente gli anni d’oro del Triplete, anche perché a parlare è proprio uno degli artefici di quella storica impresa. E l’argomento scottante è riemerso prepotentemente dopo le recenti dichiarazioni di José Mourinho, il quale aveva lasciato intendere che nessuno degli attuali interpreti dell’Inter avrebbe avuto spazio nella sua squadra dei sogni. Una frase che, per certi versi, avrebbe potuto creare imbarazzo, ma che Chivu ha gestito con la classe di un fuoriclasse smarcandosi abilmente dalla pressione. “Dovete chiedere a lui, io mi godo questa squadra e ho la fortuna di aver fatto parte anche dell’altra”; ha replicato, scegliendo la via della pacificazione. “Non si possono fare paragoni – ha aggiunto – perché sono cambiati i tempi, essendo passati 16 anni”. Un rinvio al mittente che non suona come una resa, bensì come la difesa della propria creatura, capace di scrivere un capitolo storico che merita rispetto senza dover per forza competere con i fantasmi del passato.

Verso la finale: il 5-5-5 di Canà e la gestione del gruppo

Tra una dichiarazione e l’altra, non è mancato nemmeno un tocco di autoironia quando, a proposito di futuri cambi tattici, Chivu ha scherzato sul famoso “5-5-5” di Oronzo Canà, un modo simpatico per smorzare la tensione in vista dell’ultimo, grande appuntamento stagionale. E proprio guardando a mercoledì prossimo, quando le due squadre si ritroveranno faccia a faccia – sempre all’Olimpico – per la finale di Coppa Italia, l’allenatore ha voluto tenere i piedi ben piantati per terra. Nonostante la prova di forza odierna, Chivu predica massima attenzione: “Anche se mercoledì ci sarà una partita diversa, quindi stiamo attenti”. Un monito chiaro, che evidenzia come la vittoria netta di oggi non sia che un antipasto, utile per testare il terreno ma sostanzialmente irrilevante quando si alzerà il sipario sulla sfida che assegna il trofeo. La cabina di regia è salda, e il merito di questa stabilità, lo ha ribadito il mister, va spalmato su tutta la rosa: da Lautaro Martinez – rientrato titolare e subito a segno – fino agli ultimi arrivati, tutti coinvolti in un meccanismo che sembra non volersi davvero fermare più.

Description: Inter vince 3-0 a Roma. Chivu ricorda Beccalossi (assente il minuto di silenzio) e risponde con eleganza alle frecciate di Mourinho.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.