Traffico di droga e politica: la 'ndrangheta nel mirino, anche agrigentini tra gli indagati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Tra i 200 indagati nell’operazione "Millennium", condotta dalla Dda di Reggio Calabria, figurano anche alcuni agrigentini, legati a un giro di droga gestito dalle cosche più potenti della 'ndrangheta. L’inchiesta, che ha portato a 97 arresti – 81 in carcere e 16 ai domiciliari – ha smantellato un traffico internazionale di stupefacenti e svelato un tentativo di condizionamento della politica locale, in particolare del consiglio regionale calabrese.

Le accuse, come ricostruito dai carabinieri di Agrigento, spaziano dall’associazione mafiosa al narcotraffico, dall’estorsione allo scambio elettorale politico-mafioso, fino al sequestro di persona e al porto illegale di armi. Al centro dell’indagine c’è la "Provincia", organismo di vertice che riunisce i clan più temuti – tra cui gli Alvàro, gli Strangio e i Barbaro – e che, secondo gli investigatori, funge da arbitro nelle dispute interne, garantendo il controllo degli affari.

L’operazione, frutto di tre distinte inchieste, ha ridisegnato i vertici criminali del Reggino, mostrando come la 'ndrangheta gestisca il narcotraffico con un’efficienza quasi imprenditoriale. Le intercettazioni e le riprese effettuate dai carabinieri hanno immortalato incontri segreti tra i capi, confermando l’esistenza di una struttura ben organizzata, capace di influenzare non solo l’economia illegale, ma anche quella legale e la politica.

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