Garlasco, la madre di Sempio intercettata: «Garofano e Tizzoni temono un'altra verità»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nelle conversazioni registrate nell'abitazione della famiglia Sempio, finite agli atti della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, avrebbe espresso forti dubbi sul comportamento di Luciano Garofano e dell'ex pm Gianluigi Tizzoni. Secondo quanto emerge dalle intercettazioni riportate da diverse testate, in una conversazione con il figlio del 30 settembre 2025 Ferrari avrebbe sostenuto che i due potrebbero temere che dalle nuove indagini emerga una ricostruzione diversa da quella che ha portato alla condanna di Alberto Stasi.

Il senso delle sue parole, come ricostruito nelle note dei carabinieri, sarebbe: se sono convinti di aver lavorato correttamente all'epoca, perché dovrebbero avere paura?

Il nodo dell'impronta 33 e l'incidente probatorio

Al centro della discussione tra madre e figlio c'è soprattutto l'impronta numero 33, la traccia palmare rinvenuta sul muro della tavernetta dove fu trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi. Sempio avrebbe raccontato alla madre che Garofano avrebbe insistito sulla necessità di esaminare l'impronta in incidente probatorio, sostenendo però che, secondo quanto dichiarato dallo stesso ex generale in un'intervista, il risultato avrebbe potuto essere favorevole alla Procura e rendere più difficile qualsiasi successiva iniziativa della difesa.

Sempio avrebbe inoltre accusato Garofano di seguire le indicazioni di Tizzoni e avrebbe riferito dei contrasti già sorti con l'avvocata Angela Taccia. In una conversazione del primo ottobre, Sempio avrebbe spiegato ai genitori che Garofano avrebbe lasciato il gruppo proprio a causa dei contrasti sull'impronta 33, manifestando anche il sospetto che l'ex consulente fosse troppo vicino a Gianluigi Capra, legale della parte civile.

La perizia sull'agonia di Chiara Poggi

Sul fronte medico-legale, la nuova relazione depositata dalla Procura di Pavia, affidata alla professoressa Cristina Cattaneo e al co-consulente Biagio Eugenio Leone, riscrive la dinamica dell'aggressione. La «sequenza traumatica» si è protratta «per decine di minuti» e «l'intervallo fra le prime lesioni e la morte è più verosimilmente definibile nell'ordine di alcune decine di minuti, prudentemente non inferiore a circa 15-30 minuti e plausibilmente compreso fra 30 e 60 minuti, pur non essendo scientificamente definibile con maggiore precisione».

La «produzione delle lesioni» sarebbe dunque stata «anteriore al decesso», e Chiara avrebbe opposto una «difesa quantomeno passiva» nei confronti del killer mentre riceveva i colpi al volto e alla testa.

L'analisi delle ferite post-craniali indica che parte dei colpi è riconducibile ad azioni difensive, sia attive sia passive a protezione del corpo, smentendo la riconducibilità delle lesioni a semplici urti accidentali o cadute. Secondo investigatori e inquirenti, il dato sull'intervallo cronologico tra l'inizio dell'aggressione e la morte, considerato insieme alla forchetta temporale già indicata nella precedente consulenza, toglierebbe Stasi dalla scena del crimine, dato che la sua finestra temporale per il delitto era compresa tra le 9.12 e le 9.36 di quel 13 agosto 2007.

La nuova consulenza conferma anche che non emerge alcun elemento di discordanza tra la dinamica ricostruita dai Ris del colonnello Berti, in particolare con riferimento agli spostamenti della vittima, e i dati medico-legali.

La scarpa taglia 42 e lo scontro tra consulenti

Un altro capitolo riguarda la scarpa modello Frau taglia 42 che lasciò l'impronta della suola a pallini sulla scena del crimine. I consulenti della Procura, sotto il profilo medico, hanno chiarito che un incremento ponderale nel tempo può aumentare significativamente larghezza e volume del piede, osservazione che secondo gli inquirenti rende compatibile l'impronta con il piede di Andrea Sempio.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, sostiene invece che Sempio abbia sempre calzato il numero 44 e ha annunciato il deposito di ulteriori investigazioni difensive e nuove consulenze integrative entro i venti giorni previsti dal codice.

Dopo la seconda chiusura delle indagini della Procura di Pavia, notificata a Sempio con l'accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili, i consulenti della difesa stanno lavorando alle controdeduzioni. I legali dell'indagato hanno commentato il nuovo avviso definendolo «un 415 bis classico» e sostenendo che l'atto non elenchi prove.

Nel comunicato diffuso dalla Procura, il procuratore Fabio Napoleone ha precisato che gli accertamenti sulla capacità di Sempio, affidati allo psichiatra Roberto Catanesi, sono allo stato sospesi perché l'indagato si è rifiutato di sottoporsi al colloquio necessario per l'esame clinico diretto.

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