La Juve punta su Gudmundsson se salta l’affare Diaz: i costi e il muro di Spalletti

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La Juventus, nonostante le ripetute dichiarie di stima e i contatti diretti del tecnico con l’entourage, continua a trovarsi dinanzi a un muro invalicabile per quanto riguarda Brahim Diaz. Il fantasista marocchino, classe ‘99, non intende lasciare il Real Madrid a cuor leggero; anzi, la sua volontà, ribadita al padre-agente durante l’ultimo incontro con i bianconeri, sarebbe quella di giocarsi le proprie carte sotto la guida di José Mourinho, il nuovo allenatore dei Blancos.

Di fronte a questa resistenza – che potrebbe però vacillare qualora Madrid dovesse effettivamente affondare il colpo per Olise o puntare su Nico Paz – la dirigenza torinese ha iniziato a vagliare con maggiore insistenza le proposte che arrivano sul mercato interno.

Gudmundsson come piano B, ma Spalletti frena

L’alternativa principale, quella che nelle ultime ore ha preso corpo grazie a una segnalazione diretta del suo entourage, si chiama Albert Gudmundsson. L’islandese, attualmente in forza alla Fiorentina, ha un passato recente da protagonista nel campionato italiano e una valutazione economica che lo rende un’opzione finanziariamente sostenibile per le casse del club.

Secondo le indiscrezioni riportate da Tuttosport, la società viola sarebbe disposta a cedere il giocatore con la formula del prestito oneroso, trasformabile in obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni: l’investimento complessivo per il cartellino si aggirerebbe intorno ai 15-18 milioni di euro, una cifra decisamente inferiore rispetto a quelle richieste per altri profili internazionali.

Tuttavia, se dal punto di vista economico l’affare convince, lo stesso non si può dire per il giudizio tecnico di Luciano Spalletti. Il tecnico, che ha già avuto modo di constatare dal vivo le qualità del giocatore (nonché un acceso diverbio con lui durante l’ultimo Juventus-Fiorentina all’Allianz Stadium), avrebbe espresso piuttosto freddezza all’idea di puntare sull’islandese. La preferenza del mister, si legge, andrebbe a un profilo di caratura internazionale superiore, qualcuno che possa ricoprire con maggiore autorevolezza il ruolo di "10" alle spalle delle punte.

Per Spalletti, insomma, Gudmundsson rappresenta una soluzione di ripiego praticabile solo in caso di un definitivo e insanabile scacco nell’operazione che porta a Brahim Diaz.

Il nodo della trequarti e le variabili di mercato

La strategia della Juventus resta dunque chiara, seppur vincolata a variabili esterne come l’esito delle elezioni al Real Madrid o le mosse in entrata degli spagnoli. Nel frattempo, per non farsi trovare impreparata alla riapertura del calciomercato, la dirigenza continua a sondare il terreno. L’ipotesi che porta all’ex Genoa non è l’unica, ma è senza dubbio quella più concreta e immediatamente percorribile sul tavolo delle trattative, dato che la Fiorentina sembra aperta a lasciar partire il giocatore dopo una sola stagione in riva all’Arno.

Se la volontà del giocatore è quella di rimanere a Madrid per provare a ritagliarsi uno spazio sotto Mourinho, la Juventus dovrà decidere se attendere l’esito della "concorrenza" interna ai Blancos o virare subito su un profilo di minor rischio, ma anche di minor impatto tecnico nelle valutazioni del proprio allenatore.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.