Otto razzi colpiscono la base Unifil in Libano
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Redazione Esteri
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Il 19 novembre 2024, la base italiana dell'Unifil a Shama, nel sud del Libano, è stata colpita da otto razzi da 107 millimetri, sparati dalle milizie di Hezbollah. I razzi hanno impattato su alcune aree all'aperto e sul magazzino ricambi della base, dove fortunatamente non era presente alcun soldato. Cinque militari italiani sono stati posti sotto osservazione nell'infermeria della base, ma le loro condizioni non destano preoccupazioni.
L'attacco, avvenuto in un contesto di crescente tensione nella regione, ha sollevato interrogativi sulla sicurezza delle missioni internazionali di pace. La base di Shama ospita il quartier generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil, con circa 1200 militari della Brigata Sassari. Le indagini sono in corso per determinare l'esatta provenienza dei razzi, ma le prime analisi indicano chiaramente la responsabilità delle milizie islamiste.
Il ministero della Difesa ha rilasciato una nota in cui si precisa che i razzi hanno colpito principalmente aree all'aperto, minimizzando così i danni e il rischio per il personale. Tuttavia, l'episodio evidenzia la vulnerabilità delle basi militari in zone di conflitto e la necessità di rafforzare le misure di sicurezza per proteggere i soldati impegnati in missioni di pace.
Questo attacco non è un caso isolato, ma si inserisce in una serie di episodi di violenza che hanno coinvolto le forze di pace dell'Unifil negli ultimi mesi.




