Addio alla banconota da 500 euro, la Bce ne ferma la produzione: il taglio “Bin Laden” esce di scena
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Redazione Economia
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La Banca Centrale Europea ha messo la parola fine, o meglio un punto fermo destinato a diventare definitivo, sulla produzione della banconota da 500 euro, quel taglio che per anni – vuoi per il colore viola, vuoi per l’altissimo valore facciale – ha alimentato leggende metropolitane e, soprattutto, preoccupazioni concrete tra gli inquirenti di mezzo continente. Non si tratta di una decisione improvvisa, ché anzi il percorso era stato già tracciato nel 2019 quando l’emissione di questi esemplari venne sospesa in attesa di una nuova serie di banconote; ora l’istituto guidato da Christine Lagarde ha semplicemente messo nero su bianco l’inevitabile, decretando che il taglio più grande mai concepito per l’euro non verrà più stampato nemmeno in futuro.
Perché la Bce dice addio al taglio più grande
La motivazione, occorre dirlo con chiarezza, affonda le radici in un uso distorto e sistematico di quel pezzo di carta: il 500 euro, soprnonimato “Bin Laden” proprio negli ambienti delle forze dell’ordine europee per la sua capacità di sparire e ricomparire nelle mani sbagliate, si è rivelato lo strumento ideale per trasportare grandi quantità di denaro senza ingombrare fisicamente valigie o cassette di sicurezza. Basti pensare che un milione di euro in banconote da 500 pesa poco più di due chili, una comodità che i trafficanti di droga, i finanziatori del terrorismo e i riciclatori hanno sfruttato senza troppi indugi. La Bce, consapevole di questa anomalia, ha quindi deciso di eliminare il problema alla radice, togliendo di mezzo un taglio che – nella pratica – agevolava l’economia sommersa più di quanto non servisse a quella legale.
Le banconote attuali restano valide, ma non torneranno più
Chi ancora oggi si ritrovasse nel portafoglio o in una vecchia cassetta una di queste banconote, magari dimenticata in un libretto o ereditata da un parente, non deve temere alcuna scadenza improvvisa: il corso legale rimane valido, e lo resterà finché la Bce non deciderà eventuali termini di rientro. La differenza sostanziale è che, una volta depositate in banca o usate per un pagamento, quelle banconote non verranno più rimesse in circolazione. Un meccanismo, questo, già sperimentato per altri tagli obsoleti, che garantisce una graduale e silenziosa scomparsa del 500 euro dagli sportelli e dai contanti in mano ai cittadini. Nessuna caccia al tesoro, nessuna conversione forzosa, soltanto l’agonia naturale di un pezzo di storia monetaria che non verrà più rimpiazzato.
Il grande rinnovo dell’euro: nuova carta, nuovo aspetto, nuovi criteri
A margine di questa operazione chirurgica, la Bce ha confermato un progetto molto più ampio: per la prima volta dall’introduzione della moneta unica, l’intera gamma delle banconote cambierà volto entro la fine del decennio. Il lavoro era stato annunciato già nel 2021, e prevede banconote più difficili da falsificare – le tecnologie anticontraffazione fanno passi da gigante – e un minore impatto ambientale nella produzione e nello smaltimento. Il tema scelto per la nuova serie, dopo una lunga consultazione, sarà duplice: da un lato la cultura europea (con riferimenti a personaggi, luoghi e opere), dall’altro i fiumi e i volatili come simbolo di un continente che prova a coniugare identità e sostenibilità. Il 500 euro, in questo disegno, non ha trovato spazio; né lo troverà mai più.
Sedici anni di polemiche e un soprannome rimasto celebre
La discussione sull’abolizione del taglio da 500 euro non è certo nuova: si protrae ormai da sedici anni, da quando cioè le prime inchieste giudiziarie transnazionali cominciarono a evidenziare il legame statistico tra grosse seizure di contante e la presenza massiccia di banconote viola. Le stesse forze dell’ordine, in varie relazioni riservate poi divenute pubbliche, avevano coniato il termine “Bin Laden” proprio per sottolineare l’inafferrabilità di quel denaro, capace di attraversare frontiere senza lasciare traccia. La Bce, dopo aver a lungo temporeggiato tra le pressioni dei governi nazionali (alcuni più affezionati al contante, altri meno), ha infine preso una decisione che molti definiscono storica. L’euro cambierà pelle, si farà più trasparente e tracciabile, e lo farà senza più quel taglio che – per comodità o per malaffare – aveva finito per rappresentare il lato oscuro della moneta unica.




