Il conto salato del ‘blocco verde’ al Brennero tra cantieri, divieti e un sabotaggio sul ferro
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Redazione Interno
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Mentre in Tirolo le bandiere degli ambientalisti sventolavano per chiedere un’inversione di rotta sul traffico pesante, nel Veronese qualcuno ha scelto una strada ben più oscura per fermare i motori.
cdt
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Nella notte tra sabato e domenica, due cabine elettriche che alimentano la linea ferroviaria del Brennero sono state distrutte da un rogo all’altezza del comune di Dolcè, un atto che porta la chiara firma del dolo – anche se manca ancora un’ufficialità che gli investigatori della Digos e la polizia scientifica stanno cercando di accertare, tra i rottami e i filmati delle telecamere della zona. repubblica +3
Un sabotaggio, insomma, che ha messo in ginocchio proprio l’alternativa sostenibile che i manifestanti d’oltralpe invocano, cioè il treno, bloccando i convogli per ore e causando ritardi fino a cento minuti su un asse fondamentale per l’economia nazionale. repubblica +3
Il cortocircuito della protesta e i numeri del caos
Questa concomitanza di eventi – la manifestazione pacifica (e autorizzata) sul versante austriaco e l’atto doloso su quello italiano – restituisce la fotografia di una tensione ormai insostenibile lungo il corridoio scandinavo-mediterraneo. Il nodo, per usare un eufemismo, è sempre lo stesso: il traffico delle merci.
Con circa 50 milioni di tonnellate che transitano annualmente al Brennero, di cui il 74% viaggia ancora su gomma a bordo di circa 7.200 mezzi pesanti al giorno, la pressione su un territorio strettissimo è diventata una bomba sociale. cdt +3
I tirolesi, dal canto loro, da anni chiedono di fermare l’assedio dei Tir, lamentando un inquinamento atmosferico e acustico che ha superato ogni limite di sopportazione umana. Ma il rimedio, che si tratti del bloccone del fine settimana o della rigidità dei divieti notturni, si è trasformato in una scatola nera piena di costi nascosti. cdt +3
L’emorragia di mezzo miliardo (e il cantiere maledetto)
Secondo le stime fornite da Uniontrasporti – la società consortile del sistema camerale italiano – le limitazioni imposte dal Land Tirolo costano al sistema produttivo e logistico nazionale circa 544 milioni di euro all’anno. Non si tratta di un conto astratto.
Al contrario, dentro ci sono le penali per le consegne non rispettate, le ore di guida perse dagli autisti e il costo del carburante bruciato in coda. mediaset +3
A questi 370 milioni di euro dovuti ai soli blocchi amministrativi austriaci, si aggiunge una stangata da 174 milioni che arriva dritta dai cantieri del Ponte Lueg, iniziati nel gennaio del 2025: lì, con una sola corsia per senso di marcia per i mezzi pesanti, la capacità si è ridotta come un imbuto, e i camion sono finiti a girare a vuoto o a deviare su rotte più lunghe, incrementando paradossalmente le emissioni che si volevano abbattere. rsi +3
Quando le parole diventano fiamme e diktat
In questo quadro surreale, il gesto di Dolcè rappresenta l’escalation peggiore. Ritrovare un accendino vicino alle cabine elettriche non è certo una prova di per sé, ma per gli inquirenti – che stanno vagliando le piste che vanno dall’ecoterrorismo alla galassia anarco-insurrezionalista – sembra essere la traccia di un'azione mirata a colpire la ferrovia nel giorno della grande mobilitazione. cdt +3
L’effetto, va detto, è stato devastante non solo per i pendolari, ma anche per la logistica: mentre l’autostrada veniva chiusa per protesta, l’unica via di fuga pulita (i binari) è stata messa fuori uso da un rogo.
Una dinamica che ha spinto il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino a condannare fermamente l’accaduto, sottolineando come questi atti terroristici finiscano per inquinare il dibattito legittimo sulla svolta ecologica, facendo arretrare la soluzione che tutti dicono di volere: il trasferimento modale dalla gomma al ferro. ilgiornale +3




