Marc Marquez, la doccia fredda di Le Mans: frattura al piede e addio alla doppia trasferta francese e spagnola
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Redazione Sport
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Non ce n’è mai abbastanza per Marc Marquez. Il campione del mondo in carica, che sulla Ducati sperava di vivere una stagione tranquilla dopo le battaglie degli anni scorsi, si è trovato invece a fare i conti con l’ennesima tegola fisica proprio nel momento peggiore della gara. Sabato, durante l’ultimo giro della Sprint Race del Gran Premio di Francia sul circuito Bugatti di Le Mans, una caduta violenta lo ha scaraventato a terra quando ormai mancava solo un passaggio al termine. L’highside è stato tremendo – lo si è capito subito dalla dinamica, con la moto che lo ha letteralmente proiettato in aria – ma la conseguenza peggiore è emersa solo dopo qualche minuto, quando lo spagnolo, rialzatosi da solo, ha mostrato una zoppia fin troppo evidente.
Un quinto metatarso che cambia i piani, la doppia operazione imminente
Gli esami radiografici effettuati al centro medico della pista non hanno lasciato spazio a interpretazioni ottimistiche: frattura del quinto metatarso del piede destro. La diagnosi, resa nota dalla stessa Ducati in un comunicato ufficiale, ha subito chiarito la gravità della situazione, dichiarando il pilota “inabile” a partecipare non solo alla gara lunga di domenica, ma anche al prossimo Gran Premio di Catalogna in programma sul circuito di Barcellona tra sette giorni. Marquez, per sua stessa ammissione, ha cercato subito di normalizzare l’accaduto ai microfoni di Sky Sport, dicendosi quasi sollevato che non ci fosse di peggio: “Per fortuna si è rotto solo il quinto metatarso”. Peccato che quella frattura, per quanto localizzata, richieda comunque un intervento chirurgico. Il diretto interessato è già partito alla volta di Madrid, dove verrà operato nei prossimi giorni dall’équipe medica di fiducia. A essere a rischio, come se non bastasse, è anche la partecipazione al Mugello: l’appuntamento italiano, previsto tra qualche settimana, potrebbe essere il terzo conseguente stop consecutivo per il numero 93.
Spalla e nervo radiale, il retroscena che spiega il momento no
La situazione, per chi segue il circus, si fa ancora più complessa se si guarda al quadro fisico generale di Marquez. E qui sta il vero colpo di scena, emerso proprio mentre tutti erano concentrati sulla frattura del piede. Lo stesso pilota ha rivelato che, in realtà, già prima dell’incidente di Le Mans aveva in programma un’operazione alla spalla destra. Una programmazione che risale a un problema irrisolto dopo la caduta in Indonesia dello scorso anno: una vite rotta, che si è spostata di appena uno o due millimetri, tocca ora il nervo radiale. È una condizione che, nelle parole del campione, spiega quella guida incostante vista in queste ultime gare: “Quando la vite tocca il nervo, non posso guidare bene”. L’intervento alla spalla sarebbe dovuto avvenire dopo il GP di Catalogna, ma l’incidente francese ha fatto sì che i due stop tecnici si sovrapponessero. In questi giorni, i medici di Madrid provvederanno a sistemare entrambi i fronti, da un lato riparando il metatarso e dall’altro rimuovendo quella vite impazzita.
Le difficoltà in pista e la consapevolezza di un limite fisico
Osservando il weekend francese, la prestazione di Marquez non era stata esaltante nemmeno prima della caduta: settima posizione nella Sprint, lontano dai ritmi della testa. Una circostanza che, alla luce delle sue dichiarazioni, appare più chiara. Il problema alla spalla, infatti, sembra amplificarsi in modo specifico con l’assetto della MotoGP, un dettaglio che Marquez ha spiegato con un realismo quasi disarmante. Quando guida la moto da cross o sta a casa, dice, non avverte quei blocchi improvvisi che invece subisce in pista con la carenatura. La caduta alla penultima curva di Le Mans, dunque, sarebbe la conseguenza di un che non risponde come dovrebbe a causa di quella vite che preme sul nervo. Recuperare la piena funzionalità del braccio è diventata per Marquez una priorità assoluta, forse più importante della stessa frattura al piede. L’unica certezza, per ora, è che il pubblico non lo vedrà in sella per almeno due round, e il suo rientro in Italia resta appeso a un filo sottilissimo fatto di punti e fisioterapia.




