Le scelte di Marquez a Le Mans: aerodinamica “vecchia” e un venerdì da dimenticare
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Redazione Sport
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Le novità tecniche, si sa, abbondano sempre nel paddock della MotoGP dopo i test ufficiali, e il GP di Francia non ha fatto eccezione. A Le Mans, mentre le cinque case in competizione continuavano a setacciare i dati alla ricerca di millesimi preziosi, l’attenzione si è concentrata in particolare sul box Ducati. Qui, a differenza di quanto ci si potesse aspettare, il campione del mondo in carica Marc Marquez ha deciso di intraprendere una strada solitaria, optando per un pacchetto aerodinamico che lo distingue nettamente dai colleghi dotati anch’essi della Desmosedici GP26.
La scelta tecnica di un fuoriclasse in difficoltà
Mentre Francesco Bagnaia, Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio hanno confermato la fiducia nelle ultime evoluzioni portate dalla fabbrica di Borgo Panigale (le stesse carenature laterali già viste in azione durante i test di Valencia dello scorso novembre), Marc Marquez ha invece scelto di tornare indietro. Lo spagnolo, come riportato dai tecnici, ha rimontato in sella le carenature laterali con specifiche GP25, quelle che lo avevano portato al titolo iridato nella passata stagione. Una scelta dettata principalmente dalla sua fisicità: la ratura ridotta e lo stile di guida estremo del #93, secondo quanto dichiarato dal team, richiederebbero una risposta meccanica diversa rispetto a quella dei compagni più alti. Non solo una questione di feeling, quindi, ma anche di adattamento biomeccanico alla moto. Questa differenza, vistosa nel panorama delle Rosse, è il sintomo più evidente di un inizio di annata complicato per il nove volte iridato.
Il conto salato del venerdì: esclusione e bandiere gialle
Il verdetto della pista, tuttavia, si è rivelato impietoso per il pilota di Cervera. Al termine della sessione di prove del venerdì, Marquez ha dovuto registrare un tredicesimo posto che lo costringe a passare attraverso il taglio della Q1, una situazione che non gli capitava addirittura dal GP di Indonesia del 2025. Un ko pesante, aggravato dalla dinamica: quando stava provando a spingere per agganciare il treno dei primi dieci, la sua rimonta è stata interrotta dalle bandiere gialle, esposte a causa della caduta del compagno di squadra Pecco Bagnaia proprio davanti a lui. L’incidente, sebbene senza conseguenze fisiche per il torinese, ha di fatto annullato l’ultimo time attack utile al campione spagnolo. Lontano dai riflettori della zona calda, Marquez dovrà vedersela sabato mattina con la pressione di un Q1 dove solo due piloti accederanno alla sessione decisiva per la pole.
“Non sono gli altri ad andare forte, sono io che vado piano”
L’analisi a caldo del diretto interessato, rilasciata ai microfoni come di consueto senza filtri, ha spostato l’attenzione dal pacchetto tecnico alle prestazioni pure del pilota. L’ammissione, per certi versi sorprendente, arriva dritta al cuore del problema: Marquez ha infatti sottolineato che la moto, guardando i tempi dei compagni (secondo, terzo e quarto nelle PL), funziona egregiamente. Il gap non dipende da una mancanza di evoluzione della GP26, bensì da un suo attuale limite nel saperla sfruttare al cento per cento. “Non è che gli altri vadano più veloci, sono io che vado più piano”, ha dichiarato lo spagnolo, assumendosi la piena responsabilità di un venerdì sottotono e ammettendo di non riuscire a trovare la costanza di rendimento necessaria per lottare stabilmente per le prime posizioni.
La risposta in extremis: la prima fila che riconcilia
Se il venerdì era stato un disastro, il giorno delle qualifiche ha però riservato una reazione d’orgoglio. Nella lotta per la pole position, complice probabilmente un ritrovato feeling con l’asfalto o semplicemente la capacità di estrarre il genio dal caos, Marc Marquez ha ribaltato le previsioni. Lo spagnolo ha infatti stampato un giro secco di straordinaria potenza, chiudendo la Q2 con il secondo tempo assoluto. Un risultato clamoroso se si considera la debacle del giorno prima, che lo ha visto sfiorare la prima casella della griglia. A spuntarla, in extremis, è stato proprio Pecco Bagnaia: il compagno di squadra lo ha battuto per soli dodici millesimi di secondo, firmando la pole position con il crono di 1:29.634 e relegando Marquez al secondo posto, subito davanti a Marco Bezzecchi. Una prima fila, per lui, che sa di rinascita dopo le difficoltà iniziali, anche se il lavoro da fare per ritrovare la costanza persa resta ancora molto.




