Leapmotor T03 a 4.900 euro, ma l'infrastruttura italiana arranca

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre il governo rilancia gli incentivi per la mobilità a zero emissioni, con sconti che possono raggiungere gli undicimila euro per i nuclei familiari con un Isee inferiore ai trentamila, la cinese Leapmotor propone una delle offerte più aggressive sul mercato. La sua citycar T03, il cui prezzo di listino si attesta su 18.900 euro, può infatti essere acquistata, dopo gli incentivi statali e le promozioni della casa, per la cifra definitiva di 4.900 euro. Una condizione, questa, applicabile a chi abbia un indicatore socio-economico nei parametri stabiliti e proceda alla rottamazione di un veicolo di categoria Euro 5.

Tuttavia, al di là delle opportunità economiche indubbiamente significative – che consentono di abbattere il costo originale del veicolo di oltre il settanta per cento –, il caso della T03 finisce per accendere i riflettori su una questione ben più spinosa e strutturale: la preparazione del Paese, e in particolare di alcune sue aree metropolitane, a una transizione elettrica di massa. Torino, città simbolo dell’automotive nazionale, ne è un esempio lampante; la sua infrastruttura di ricarica pubblica, sebbene in lenta crescita, appare ancora inadeguata a supportare un parco circolante che, secondo le previsioni, potrebbe espandersi rapidamente proprio grazie a questi nuovi sussidi.

Il decreto ministeriale, la cui pubblicazione è avvenuta in estate ma la cui operatività è attesa per l’inizio di ottobre, stabilisce infatti importi differenziati in base alla situazione economica dell’acquirente. Coloro i quali possano dimostrare un Isee non superiore ai 30.000 euro hanno diritto al massimo dello sconto, fissato a 11.000 euro; mentre a chi ha un indicatore compreso tra i 30.000 e i 40.000 euro spettano 9.000 euro di contributo. Si tratta di meccanismi che, se da un lato rendono accessibili modelli altrimenti proibitivi, dall’altro presuppongono un ecosistema – fatto di colonnine, manutenzione e energia a prezzo contenuto – che in molte regioni stenta a decollare.

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