Il Pentagono a Dario Amodei: via i limiti etici da Claude o niente contratto da 200 milioni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’incontro, programmato da tempo per discutere dei rinnovi contrattuali, si è trasformato in un vero e proprio braccio di ferro. Dario Amodei, amministratore delegato e co-fondatore di Anthropic, lunedì si è seduto al tavolo del Dipartimento della Difesa americano con le idee chiare, ovvero quelle di un’azienda che ha costruito la sua reputazione – e il suo business model – sulla cosiddetta “AI sicura”, ma dall’altra parte ha trovato un muro rappresentato dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, il quale non ha usato mezzi termini: o si tolgono le restrizioni che impediscono all’esercito di usare il modello Claude per operazioni letali o di sorveglianza di massa, oppure i 200 milioni di dollari del contratto federale, già sottoscritti in via sperimentale lo scorso anno, svaniranno nel nulla -6.

Non si tratta, e qui sta il nodo della vicenda, di una semplice rinegoziazione commerciale. La posta in gioco è molto più alta e riguarda l’anima stessa dell’intelligenza artificiale in ambito militare. Il Dipartimento della Difesa, con una nota interna dello scorso gennaio firmata proprio da Hegseth, aveva già chiarito la nuova linea: niente più vincoli unilaterali imposti dai fornitori, solo la legge – e la legge sola – può dettare i confini dell’impiego bellico della tecnologia -6. Da qui l’ultimatum, che suona come una vera e propria forzatura: Anthropic deve adeguarsi a quanto già concordato con altre big tech come xAI di Elon Musk o Google, altrimenti verrà dichiarata “fornitore a rischio” per la catena logistica della difesa, una sorta di bollino nero che di fatto la escluderebbe da qualsiasi commessa pubblica futura.

La linea rossa di Anthropic sulla sorveglianza di massa

L’azienda guidata da Amodei, che con la sorella Daniela ha lasciato OpenAI anni fa proprio per divergenze etiche sullo sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale, si trova ora davanti a un bivio che mette alla prova la sua stessa ragione sociale -8. La posizione di Anthropic, ribadita nel corso dell’incontro, è chiara e si fonda su due pilastri che considera non negoziabili: niente utilizzo di Claude per sistemi d’arma autonomi in grado di decidere un attacco senza il sigillo umano, e niente sorveglianza di massa sui cittadini americani. Sono queste, per intenderci, le “linee rosse” che l’azienda ha sempre pubblicizzato come il suo valore aggiunto rispetto alla concorrenza, e rimuoverle significherebbe tradire la propria identità -4.

La risposta di Hegseth, tuttavia, è stata altrettanto netta. Il segretario alla Difesa, reduce da polemiche e inchieste del Congresso sul suo stile di comando considerato da molti eccessivamente aggressivo, non è persona che gradisca imposizioni da parte di contractor privati -2. Il suo concetto di “cultura guerriera” applicata al Pentagono mal si concilia con ciò che lui stesso ha definito, in passato, come “stupide regole di ingaggio” dettate dal politicamente corretto -2. E allora la minaccia di ricorrere al Defense Production Act, una legge del 1950 pensata per mobilitare l’industria in caso di emergenza nazionale, diventa lo strumento con cui imbrigliare le resistenze di Anthropic, costringendola di fatto a cedere la propria tecnologia anche contro la sua volontà -4.

La reazione del Congresso e il pressing della Electronic Frontier Foundation

Mentre Amodei cerca di distendere i toni, parlando attraverso un portavoce di “conversazioni in buona fede” per garantire che l’uso dei modelli sia “affidabile e responsabile” nel supporto alla missione di sicurezza nazionale, sullo sfondo si agitano altri attori di peso -1. Da una parte ci sono i senatori democratici Elizabeth Warren e Andy Kim, che hanno definito l’atteggiamento di Hegseth niente meno che una forma di “estorsione” ai danni di un’azienda americana, accusando l’amministrazione di voler “armare il Defense Production Act” per piegare un privato che si rifiuta di costruire “killer robot” -1. Dall’altra, la Electronic Frontier Foundation ha da tempo lanciato un allarme preciso contro quelle che definisce pressioni indebite del governo sulle aziende tecnologiche, chiedendo di cessare ogni tentativo di coinvolgere le big tech in programmi di sorveglianza di massa che violerebbero il primo emendamento -5.

Il fatto, poi, che Claude sia già stato impiegato in operazioni sensibili – come nella missione che a inizio anno ha portato al fermo di Nicolás Maduro, stando a quanto riportato da alcune fonti – aggiunge un ulteriore livello di complessità alla vicenda -4. Il Pentagono, da questo punto di vista, non vuole e non può più fare a meno di strumenti così potenti, e la trattativa con Anthropic assume i contorni di una partita a scacchi in cui la posta non sono solo i profitti, ma la definizione stessa di ciò che sarà lecito o meno fare in futuro con l’intelligenza artificiale sui campi di battaglia e nelle strade americane.

Keywords: Anthropic, Pentagono, Pete Hegseth, intelligenza artificiale, Claude, Dario Amodei, restrizioni etiche, difesa, contratto description: Il Pentagono impone ad Anthropic di rimuovere i limiti etici dal suo modello Claude, minacciando di cancellare un contratto da 200 milioni di dollari se l'azienda non accetta l'uso militare senza vincoli.

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