Partite Iva, proroga delle tasse al 20 luglio ma aumentano gli interessi ad agosto
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Redazione Economia
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Le Partite Iva avranno più tempo per effettuare i versamenti fiscali del 2026 grazie alla proroga fissata dal governo al 20 luglio, ma chi deciderà di pagare successivamente dovrà fare i conti con interessi più elevati. La misura è contenuta nel decreto legge n. 89/2026 approvato dal Consiglio dei ministri, intervenuto inizialmente sul tema delle accise dei carburanti e poi ampliato anche al calendario fiscale. La decisione arriva dopo le modifiche alle regole sul Concordato Preventivo Biennale, che avevano creato ritardi tecnici e difficoltà operative per contribuenti e professionisti.
Il provvedimento riguarda i soggetti ISA, i contribuenti in regime forfetario e quelli in regime di vantaggio, oltre ai partecipanti a società, associazioni e imprese trasparenti che possiedono gli stessi requisiti. Per queste categorie, i versamenti derivanti dalle dichiarazioni fiscali in scadenza il 30 giugno potranno essere effettuati entro il 20 luglio senza maggiorazioni. Il rinvio era atteso da giorni dal mondo professionale e fiscale, soprattutto dopo le modifiche normative che avevano complicato la gestione degli adempimenti.
Come cambia il calendario dei versamenti per le Partite Iva
La proroga modifica anche il sistema dei pagamenti rateali collegati alle imposte. Per chi inizierà i versamenti entro il 20 luglio, salta la seconda rata inizialmente prevista per il 16 luglio e la nuova scadenza da considerare diventa il 20 agosto. In questo caso scatterà un interesse dello 0,18%. Il cambiamento ridefinisce quindi il calendario ordinario dei pagamenti, concentrando gli appuntamenti fiscali nei mesi successivi all’estate.
La situazione cambia invece per i contribuenti che non riusciranno a rispettare il termine del 20 luglio. In quel caso la seconda rata slitterà al 16 settembre, ma oltre all’interesse dello 0,18% verrà applicata anche una maggiorazione dello 0,8%. È questo l’aspetto che ha acceso il dibattito sulle nuove condizioni previste dal decreto, perché il costo del rinvio successivo alla proroga risulta significativamente più alto rispetto alle condizioni precedenti.
Il decreto legge 89/2026 e le misure fiscali del governo
Il decreto legge del 22 maggio 2026 contiene un pacchetto più ampio di misure urgenti che riguardano non solo il fisco ma anche i prezzi petroliferi, l’autotrasporto e il settore agricolo. Il Consiglio dei ministri è intervenuto per la quarta volta sul taglio delle accise sui carburanti e ha utilizzato lo stesso provvedimento per ridefinire alcune scadenze tributarie considerate ormai difficili da rispettare dopo le recenti modifiche legislative.
La proroga al 20 luglio viene presentata come una compensazione per i ritardi tecnici della piattaforma del Fisco e per gli effetti delle modifiche sul Concordato Preventivo Biennale. Allo stesso tempo, però, il nuovo calendario introduce un aumento della maggiorazione per chi sceglierà di rinviare ulteriormente i versamenti ad agosto e settembre. Il risultato è un sistema che concede più tempo alle Partite Iva per organizzare i pagamenti, ma che rende più oneroso l’utilizzo delle scadenze successive previste dalla rateizzazione.




