Concordato preventivo bis, meno tasse per le Partite IVA

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, ha recentemente dichiarato al Sole 24 Ore che il concordato preventivo bis, con la riapertura dei termini fino al 10 dicembre 2024, potrebbe portare nelle casse dello Stato oltre 1,3 miliardi di euro. Questo strumento, che mira a ridurre il carico fiscale per le Partite IVA, prevede un aumento della base imponibile per le imposte dirette (Irpef/Ires) e Irap fino a circa 14,8 miliardi di euro. Tuttavia, queste cifre sono ancora stime preliminari, poiché le adesioni si sono concluse solo il 31 ottobre scorso e sono ancora in fase di valutazione.

Il decreto CPB (D.Lgs. 13/2024), che regola il concordato preventivo biennale, stabilisce che gli acconti per i periodi d'imposta oggetto di concordato devono essere determinati secondo le regole ordinarie. In particolare, si deve tenere conto dei redditi e del valore della produzione netta concordati. Una volta sottoscritto, il concordato preventivo biennale non può essere revocato: chi ha aderito entro il 31 ottobre 2024 non può tornare sui propri passi. Anche in caso di decadenza, dovuta al mancato versamento delle imposte concordate, il contribuente è obbligato a versare le somme più elevate tra quelle concordate e quelle effettive.

Per i contribuenti in regime forfettario, il mese di novembre rappresenta un momento cruciale dell'anno fiscale. Entro il 30 novembre 2024, infatti, sarà necessario procedere al versamento del secondo o unico acconto dell'imposta sostitutiva dovuta. Questo appuntamento richiede una conoscenza chiara delle modalità e delle tempistiche di pagamento per evitare sanzioni e costi aggiuntivi.

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