Stop al test di medicina, cosa cambia dal 2025

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il Senato della Repubblica ha approvato, il 27 novembre, il disegno di legge che abolisce il test di ingresso per la facoltà di medicina e chirurgia, un provvedimento atteso da 25 anni e fortemente voluto dalla Lega. La riforma, che entrerà in vigore a partire dall'anno accademico 2025-2026, prevede l'eliminazione del test di ingresso anche per i corsi di laurea in odontoiatria, protesi dentaria e medicina veterinaria. Questo cambiamento, accolto con entusiasmo da molti studenti, è stato tuttavia criticato dall'Udu, l'Unione degli universitari, che teme possa illudere gli studenti e aggravare le difficoltà delle università italiane.

Noemi Cottone, membro dell'esecutivo dell'Udu, ha sottolineato come ogni anno circa 60.000 studenti affrontino il test di ingresso in medicina, e ha espresso preoccupazione per il fatto che la riforma non affronti i problemi strutturali del sistema universitario. D'altro canto, il Consigliere Regionale Joseph Splendido, Presidente della settima commissione regionale, ha dichiarato che l'iscrizione al primo semestre nei corsi di laurea in medicina, odontoiatria e veterinaria sarà finalmente libera, un traguardo importante per il sistema educativo italiano.

Il ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha invitato i rettori a collaborare per gestire al meglio gli studenti, sottolineando che la sua preoccupazione non è quella di avere aule troppo piene, ma troppo vuote, come sta succedendo attualmente. Bernini ha esortato i rettori a non lamentarsi della mancanza di studenti e, allo stesso tempo, a non considerare eccessivo il numero di iscritti una volta abolito il numero chiuso.

La riforma, pur sembrando un cambiamento positivo, rischia di creare nuove sfide per le università italiane, che dovranno trovare un equilibrio tra l'aumento degli iscritti e la qualità dell'insegnamento.

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