Addio al test d’ingresso per Medicina, approvato il decreto: le novità
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Redazione Interno
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Il Consiglio dei Ministri ha varato oggi il primo decreto che dà attuazione alla riforma sull’accesso ai corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria e Medicina Veterinaria, abolendo il test d’ingresso a partire dall’anno accademico 2025/2026. Una svolta storica, che segna la fine del numero chiuso così come conosciuto finora, introducendo invece un sistema più flessibile e graduale.
La nuova modalità prevede un semestre iniziale ad accesso libero, durante il quale gli studenti potranno iscriversi senza dover superare la tradizionale prova selettiva. Successivamente, il percorso accademico sarà regolato da una programmazione dinamica, che terrà conto delle esigenze delle singole università e del fabbisogno nazionale. L’obiettivo, come spiegato dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, è evitare un’apertura indiscriminata che rischi di sovraccaricare le strutture, optando invece per un incremento sostenibile dei posti disponibili: 30.000 in più nell’arco di sette anni rispetto ai dati del 2023.
«Il numero chiuso non esiste più», ha dichiarato Bernini, sottolineando come la riforma punti a un “numero aperto progressivo”, calibrato per non destabilizzare il sistema universitario. Una posizione condivisa da Imma Vietri di Fratelli d’Italia, secondo cui questa modifica offrirà ai giovani «nuove opportunità» senza sacrificare la qualità della formazione.
Il cambiamento, che interessa uno dei percorsi di studio più ambiti e competitivi, mira a ridurre l’impatto stressante del test – spesso considerato un ostacolo insormontabile – senza però rinunciare a criteri di selezione successivi, necessari per garantire standard adeguati. Restano da definire i dettagli operativi, come i meccanismi di valutazione dopo il primo semestre e l’effettiva distribuzione dei posti tra gli atenei, aspetti che saranno cruciali per valutare l’efficacia della riforma.




