Il fisco apre alla compliance collaborativa per le imprese sotto i 500 milioni
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Redazione Economia
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Un cambio di passo significativo, che modifica la relazione tradizionale tra contribuente e Amministrazione finanziaria, è stato formalizzato con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. Il documento, firmato dal direttore, stabilisce le regole per estendere il regime di adempimento collaborativo anche alle società con un volume d’affari inferiore ai cinquecento milioni di euro. Si tratta di un’apertura che segna una nuova fase, dopo un periodo in cui questo strumento, concepito per costruire un rapporto basato sulla trasparenza e sulla prevenzione dei contenziosi, era appannaggio esclusivo dei grandi gruppi. L’iniziativa, che diverrà operativa a partire dal prossimo anno, punta a coinvolgere una platea più ampia di imprese in un dialogo strutturato e preventivo, il cui obiettivo dichiarato è ridurre l’incertezza e i rischi fiscali attraverso una comunicazione costante.
Le caratteristiche del nuovo percorso per le PMI
Il cuore del provvedimento risiede nelle modalità operative dettagliate, che includono la modulistica specifica e le tempistiche per presentare la domanda di adesione. L’accesso a questo canale, che resta di natura opzionale, è subordinato all’adozione, da parte dell’impresa, di un sistema di controllo e gestione del rischio fiscale. Tale sistema, la cui adeguatezza viene valutata dall’Agenzia, costituisce il fondamento sul quale si instaura quella “collaborazione rafforzata” che dà il nome all’istituto. La scelta di abbassare la soglia dimensionale non è casuale, ma risponde all’esigenza di portare i benefici di un rapporto più fluido e cooperativo anche in quel tessuto di piccole e medie imprese che rappresenta l’ossatura del sistema produttivo nazionale, offrendo loro uno strumento per programmare gli adempimenti con maggiore serenità.
I vantaggi in termini di certezza e riduzione del contenzioso
Il principale incentivo all’adesione è rappresentato dalla sostanziale eliminazione delle sanzioni, sia amministrative che penali, per le violazioni tributarie che dovessero emergere nel corso del rapporto collaborativo, purché rispettate precise condizioni. Questa clausola, che rappresenta una deroga significativa al regime sanzionatorio ordinario, mira a premiare la massima trasparenza e la volontà di conformarsi spontaneamente. In pratica, l’impresa che sceglie questo percorso si impegna a esporre preventivamente all’Agenzia le questioni fiscali più complesse o di incerta interpretazione, ricevendo indicazioni e avviando un confronto in tempo reale, ben prima della presentazione della dichiarazione dei redditi. Ne consegue una diminuzione del rischio di contestazioni successive, con un risparmio di tempo e risorse per entrambe le parti.
Un approccio che guarda alla prevenzione




