Fisco, in arrivo 2,4 milioni di lettere per la compliance: individuati 200mila evasori totali
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Redazione Economia
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Una strategia che si fa sempre più incisiva e capillare, come sottolineato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate nel corso di un recente intervento, punta a consolidare il contrasto all’evasione attraverso un utilizzo sistematico dei dati, il cui flusso – reso ora più trasparente dalla fatturazione elettronica – consente di scovare incongruenze altrimenti impercettibili. L’obiettivo dichiarato, di cui si vedono già i primi frutti, non è soltanto quello di sanare le posizioni irregolari ma anche di produrre un effetto strutturale sulle entrate, confermando peraltro le proiezioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio secondo cui un recupero stabile del gettito potrebbe ridurre di oltre quattro punti percentuali il rapporto tra debito e prodotto interno lordo.
Il dato sugli evasori totali
La dimensione del fenomeno evasivo, che l’analisi incrociata di diciassette milioni di posizioni contributive ha contribuito a delineare con precisione inedita, ha restituito un dato particolarmente significativo: nel corso del 2025, infatti, sono stati identificati circa duecentomila contribuenti del tutto sconosciuti all’amministrazione finanziaria. Di costoro, ottantaseimila sono risultati totalmente estranei a qualsiasi rapporto fiscale, costituendo di fatto – per usare una metafora – una cittadina di media grandezza che era rimasta fino a quel momento invisibile al fisco, senza mai presentare una dichiarazione dei redditi o versare alcun tributo.
Il piano delle verifiche e il regime collaborativo
Proprio partendo da questo vastissimo bacino di irregolarità accertate, l’Agenzia ha programmato per il 2026 l’invio di oltre due milioni e quattrocentomila lettere di compliance, le quali – è bene chiarirlo – non rappresentano un atto sanzionatorio immediato ma costituiscono piuttosto un invito formale a regolarizzare la propria posizione, offrendo al tempo stesso ai destinatari la possibilità di aderire a un regime di collaborazione che, come è stato evidenziato, sta registrando una crescita costante. Questo strumento, che favorisce la definizione agevolata delle controversie, si inserisce in un più ampio disegno di persuasione che mira a prevenire il contenzioso e a incrementare il gettito attraverso la volontaria conformità.
Il contesto internazionale e le prospettive
L’azione del fisco italiano, per quanto energica, non si svolge in un vuoto internazionale, trovando anzi un parallelo in tendenze analoghe osservabili in altre economie avanzate; l’amministrazione statunitense, ad esempio, sotto la presidenza di Donald Trump ha da tempo annunciato e in parte attuato piani per potenziare gli audit fiscali e modernizzare gli strumenti di analisi dei dati. Ciò che emerge, al di là delle singole iniziative, è una tendenza globale verso un controllo sempre più basato sulla tecnologia e sull’intelligenza artificiale, la quale – sfruttando la mole di informazioni oggi disponibili – permette di individuare schemi e anomalie che in passato sfuggivano ai tradizionali metodi di accertamento, rendendo la rete del contrasto all’evasione più stretta e difficile da eludere.




