Atokos, l'isola greca dove i maiali neri nuotano con i turisti e Bassetti lancia l'allarme sanitario
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Redazione Esteri
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Un branco di maiali neri che si muove libero sulla battigia, entra in acqua per rinfrescarsi e si avvicina alle imbarcazioni dei visitatori. Accade ad Atokos, una piccola isola privata del Mar Ionio situata a poca distanza da Itaca, che i social hanno ribattezzato "Piggy Island" o "Pig Beach" europea, trasformandola in una meta sempre più richiesta per chi naviga nelle acque della Grecia occidentale.
Un'isola privata senza strutture turistiche
Atokos si estende per circa 4,5 chilometri quadrati e appartiene amministrativamente al comune di Itaca. Sull'isola non ci sono villaggi, alberghi, ristoranti o taverne: vi si trovano soltanto un'abitazione e una piccola cappella, a conferma della sua natura di proprietà privata rimasta ai margini dei circuiti balneari convenzionali. L'accesso avviene esclusivamente via mare, con imbarcazioni private o attraverso escursioni organizzate che partono da Itaca, Leucade e Cefalonia.
Le coste sono frastagliate, con due baie principali in cui le imbarcazioni possono attraccare, e l'altitudine massima raggiunge i 334 metri sul livello del mare.
Dai video virali alle escursioni quotidiane
Fino a poco tempo fa l'isola era poco citata tra le destinazioni estive, complice la posizione defilata e l'assenza di grandi complessi ricettivi. La svolta è arrivata con la diffusione sui social network di filmati che mostrano i suini neri mentre nuotano accanto ai bagnanti, immagini che hanno fatto rapidamente il giro del web attirando visitatori da diversi Paesi. Secondo quanto riferito da operatori turistici locali, la domanda è cresciuta al punto che alcune escursioni effettuano più traversate nell'arco della giornata.
I maiali si aggirano sulla spiaggia in cerca di cibo, si lasciano avvicinare e, quando le temperature salgono, entrano in mare per qualche minuto.
Il monito dell'infettivologo Matteo Bassetti
A intervenire sul fenomeno è stato l'infettivologo Matteo Bassetti, direttore della struttura di Malattie Infettive del policlinico San Martino di Genova, che sui social ha definito la pratica "un'altra idiozia di questa estate bollente". Secondo il medico, il problema non riguarda soltanto la stranezza della scena, ma è soprattutto di natura microbiologica: maiali e cinghiali possono essere portatori di microrganismi che raggiungono l'ambiente attraverso feci e urine.
Tra le principali minacce indicate da Bassetti c'è la leptospirosi, un'infezione batterica trasmessa attraverso l'acqua contaminata dalle urine degli animali infetti, in particolare quando la pelle presenta tagli o abrasioni oppure tramite il contatto con le mucose. L'infettivologo ha inoltre messo in guardia contro il falso mito secondo cui la salsedine marina sterilizzerebbe l'ambiente: la sopravvivenza dei microrganismi dipende da specie, temperatura, salinità e quantità di contaminazione.
Un ecosistema protetto e le origini incerte dei suini
L'isola è inclusa nel sito di interesse comunitario Esoteriko Archipelagos Ioniou, insieme a Meganisi, Arkoudi e Vromonas, un'area tutelata dalla rete Natura 2000. Le origini della popolazione suina non sono documentate con certezza: circolano ipotesi che vanno da marinai che avrebbero lasciato gli animali sull'isola in vista di un pasto futuro, a maiali sopravvissuti a un naufragio che si sarebbero stabiliti sulla costa.
Al di là delle ricostruzioni, ciò che appare certo è che gli animali si sono adattati all'ambiente marino e che la loro presenza, amplificata dai video condivisi sulle piattaforme, ha modificato la percezione dell'isola agli occhi dei navigatori.
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