Anima chiude il 2025 con utile in netto rialzo e punta a una cedola più generosa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo Anima Holding ha archiviato l’esercizio 2025 con un bilancio solido, caratterizzato da una crescita significativa del risultato netto che, nonostante un leggero calo dei ricavi, segna un +16% attestandosi a 266,7 milioni di euro. Un dato, questo, che emerge dalla relazione finanziaria annuale approvata dal consiglio di amministrazione – presieduto da Patrizia Grieco – e che delinea la fotografia di una società in espansione, la cui solidità trova ulteriore conferma nella proposta di distribuire agli azionisti una cedola in aumento.

Le masse gestite toccano un nuovo record

A trainare i conti, si rileva in particolare la robusta performance della raccolta netta nel ramo del risparmio gestito, la quale ha sfiorato la quota di quattro miliardi di euro, precisamente 3.898 milioni, di cui una fetta consistente – 2.274 milioni – è riconducibile ai prodotti commercializzati presso la clientela retail. Questo flusso costante di nuovi capitali, unitamente all’effetto delle acquisizioni completate nell’anno, ha spinto il totale delle masse gestite e amministrate a un livello senza precedenti, toccando i 212,4 miliardi di euro. Un traguardo che, come sottolineato dal management, è stato influenzato dal perimetro di gruppo ampliato, il quale ora include per l’intero esercizio sia Kairos Partners SGR, acquisita a maggio dell’anno scorso, sia il business della società Vita, entrato a far parte del conglomerato ad agosto 2024.

Dividendo in rialzo e rendimento atteso

Proprio sulla scia di questi risultati finanziari, il cda ha formalizzato la proposta di dividendo per l’esercizio 2025, fissandone l’importo lordo a 0,5 euro per ciascuna azione, con data di stacco prevista per il 20 aprile 2026 e pagamento a partire dal successivo 22 aprile. Una cifra che, se rapportata al prezzo di riferimento del Titolo rilevato all’inizio di febbraio, implicherebbe un dividend yield lordo particolarmente attraente per gli investitori, stimabile attorno al 7,49%. Una mossa, questa, che va a compensare parzialmente il calo del 3% nei ricavi complessivi, scesi a 515,7 milioni, e che riflette la fiducia del board nella capacità di generare cassa, sostenuta altresì dall’andamento positivo delle commissioni nette di gestione, cresciute del 7% fino a 363,9 milioni.

Prossimi passi formali e quadro d’insieme

Il percorso di approvazione definitiva del bilancio vedrà il suo prossimo appuntamento il 2 marzo 2026, data in cui è convocata l’assemblea per l’esame del progetto di relazione finanziaria annuale. Nel complesso, i numeri diffunti – che devono essere letti tenendo conto delle variazioni di perimetro citate – dipingono il ritratto di un operatore finanziario che, in un contesto di mercato non sempre facile, consolida la sua posizione attraverso un’accresciuta efficienza e una strategia di crescita esterna, riuscendo a trasferire parte del valore creato agli azionisti tramite una politica dei dividendi più generosa.

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