Tanzania, Samia Suluhu Hassan giura per un nuovo mandato tra le tensioni
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Redazione Esteri
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In un clima di eccezionale tensione, Samia Suluhu Hassan ha prestato giuramento nel pomeriggio a Dodoma, assumendo ufficialmente l’incarico di presidente della Tanzania per un nuovo mandato. La cerimonia, che ha sancito una riconferma ottenuta con una percentuale di consenso estremamente ampia, ha segnato una netta discontinuità con la tradizione, svolgendosi per la prima volta a “porte chiuse”: l’accesso è stato infatti garantito esclusivamente a politici e personalità invitate dall’ufficio di presidenza, in un terreno di proprietà del governo, anziché nel consueto stadio di Dodoma dove avrebbero potuto assistere anche i semplici cittadini. Una scelta, questa, che riflette le circostanze particolarmente tese in cui il Paese si trova, con accuse di soprusi che pesano sull’esecutivo per avere, secondo le voci di opposizione, messo a tacere ogni tentativo di dissenso durante la campagna elettorale.
Una capitale blindata per il giuramento
La capitale Dodoma, dove la gente ha preferito rimanere chiusa in casa e molti esercizi commerciali non hanno alzato le saracinesche, ha vissuto una giornata ad alta tensione. Le strade, che solitamente sarebbero state animate da folle di sostenitori, sono apparse desolate, facendo da contraltare silenzioso alla cerimonia riservata a pochi, selezionati ospiti. Questo scenario, lontano dai fasti e dalla partecipazione pubblica che di solito caratterizzano simili eventi, sottolinea le profonde divisioni e le preoccupazioni per l’ordine pubblico che seguono un voto contestato, il cui esito è stato accompagnato da disordini e manifestazioni di protesta.
La preoccupazione per i connazionali riminesi
Proprio in queste ore di fibrillazione, un gruppo di undici riminesi si è trovato bloccato in Tanzania, dove si trovava per una missione umanitaria della Casa di Paola, nella struttura delle Francescane di Cristo nel villaggio di Gwandumehhi. La missione, che gestisce un forno per la popolazione locale realizzato in memoria di una giovane pallavolista prematuramente scomparsa, si è improvvisamente ritrovata in una situazione critica a causa degli scontri e delle difficoltà nelle comunicazioni. Sebbene il loro stato di salute sia buono, come riferito dai loro contatti, la difficoltà di movimento e l’incertezza generata dai disordini hanno creato non poca apprensione.
I contatti con l'Ambasciata per il rimpatrio
Il gruppo, che mantiene i contatti con l’Ambasciata d’Italia per organizzare il rientro in patria, si trova a dover gestire una condizione di stallo forzato in un contesto dove la situazione, pur definita “sotto controllo”, rimane estremamente volatile. L’impossibilità di muoversi liberamente e la chiusura di molte attività complicano le operazioni logistiche, rendendo necessario un coordinamento stretto con le autorità diplomatiche per garantire un espatrio in sicurezza non appena le condizioni lo permetteranno.




