Bologna, precipita dal tetto mentre gioca con gli amici: morto un dodicenne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c’è stata alcuna possibilità di intervento, nonostante la disperata corsa contro il tempo e i tentativi, altrettanto disperati, dei suoi amichetti. Louis Pisha, dodici anni, di origini albanesi, è morto nel tardo pomeriggio di venerdì 3 aprile a Bologna, in via Piave, nella zona Saffi. Il bambino, stando a quanto emerso dalle prime ricostruzioni, si trovava sul tetto di un palazzo di otto piani insieme ad alcuni coetanei: si stava probabilmente divertendo, forse intento a scattare fotografie del tramonto o qualche selfie, quando la copertura in plexiglass di un lucernario – quel materiale trasparente che avrebbe dovuto reggere il suo peso, ma così non è stato – ha ceduto all’improvviso. Da lì, il volo nel vuoto, attraverso la tromba delle scale, fino all’atrio del pianterreno.

La dinamica dell’incidente e il crollo del lucernario

Secondo quanto riferito dal Resto del Carlino, la lastra di plexiglass non ha retto il carico; il ragazzino, salitoci sopra, è sprofondato senza che lui o i compagni potessero fare granché per evitarlo. Alcuni di loro, racconta un testimone residente nella zona (intervistato da Bologna Today), hanno provato a salvarlo tirandolo per i vestiti, aggrappandosi al cornicione in un gesto istintivo e disperato. Hanno sentito le urla, sono accorsi, ma il bambino “ha mollato la presa davanti a noi ed è caduto”. Una frase, quella pronunciata dall’uomo che abita in via Piave 9, che restituisce l’impotenza di chi ha assistito a una scena destinata a segnare per sempre anche la vita dei superstiti.

La corsa contro il tempo e la testimonianza dei residenti

Erano circa le 19 di venerdì quando le grida dei quattro amici di Louis hanno rotto la quiete del quartiere. Alcuni residenti si sono affacciati, altri sono usciti direttamente in strada, ma per il dodicenne non c’era più nulla da fare. La caduta, attraverso il vano scale, è stata fatale. La dinamica, per quanto tragica, appare chiara agli inquirenti: nessun atto doloso, nessuna violenza, bensì un gioco finito nel peggiore dei modi a causa della fragilità di quella copertura. I rilievi sono stati avviati dalle forze dell’ordine, che hanno ascoltato i presenti e visionato le immagini di sorveglianza della palazzina – senza però, al momento, diffondere ulteriori particolari sullo stato di manutenzione del terrazzo o sull’accessibilità del tetto.

Un lutto che sconvolge la città e le indagini in corso

L’intera città è rimasta scossa da quanto accaduto in via Piave 6. Louis era salito lassù per giocare, per fare ciò che fanno molti ragazzini della sua età: esplorare, condividere un momento con gli amici, forse immortalare il tramonto con un cellulare. Invece quel plexiglass – che avrebbe dovuto essere una protezione e non una trappola – si è rivelato un punto di non ritorno. Gli inquirenti stanno verificando le condizioni della struttura e l’eventuale presenza di divieti di accesso al tetto. Nessuna ipotesi è stata ancora scartata sul piano della responsabilità civile, ma l’attenzione resta concentrata sull’esatta sequenza dei fatti. Quello che resta, per ora, è il vuoto lasciato da un bambino di dodici anni e il peso, insostenibile, di una presa che davanti agli occhi di chi cercava di aiutarlo si è dovuta arrendere alla gravità.

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