Maltempo, crolla il ponte sul Trigno lungo la statale 16: la furia di Erminio taglia l’adriatica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il cedimento, avvenuto lungo il tracciato della Statale 16, ha trasformato l’emergenza alluvione in una ferita concreta e profonda per la viabilità del centro-sud. Il ponte sul fiume Trigno, situato nel territorio di Montenero di Bisaccia, non ha retto la pressione idraulica accumulata in queste ore; un crollo che arriva come una sorta di spartiacque simbolico, visto che quel tratto di strada – già chiuso dalla sera precedente tra Petacciato e San Salvo Marina a causa di estesi allagamenti – rappresentava uno degli assi nevralgici della mobilità adriatica. La fotografia, inviata da un lettore e subito diffusa, mostra una voragine lacerante al posto della sede stradale: acqua e detriti hanno spazzato via la struttura, lasciando intravedere la violenza di un fenomeno che non accenna a placarsi. Nessuna vittima, per fortuna, ma il monito è chiaro – la terra d’Abruzzo, del Molise e delle Marche è in ginocchio, e l’ondata di maltempo che perdura senza soluzione di continuità da settantadue ore sta mettendo a dura prova persino le barriere artificiali più robuste.

Non solo il Trigno. Il quadro che emerge dai bollettini di protezione civile e dalle sale operative dei vigili del fuoco è quello di un territorio martoriato: esondazioni, smottamenti, scantinati invasi dall’acqua e intere famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni. L’allerta rossa – ormai al secondo giorno consecutivo – non concede tregua all’Abruzzo, mentre nel basso Molise si contano evacuazioni preventive e il casello autostradale di Termoli è stato chiuso per ragioni di sicurezza. Sull’Adriatica, il crollo del ponte si somma a un altro disservizio pesante: la ferrovia adriatica resta ancora bloccata, un doppio isolamento che di fatto taglia in due la mobilità nazionale lungo la costa orientale. Decine e decine di interventi sono stati gestiti dai pompieri a Pescara, dove nella notte si è lavorato senza sosta per arginare le problematiche legate agli allagamenti; al momento, nella città abruzzese, non si segnalano criticità particolari in corso, anche se la situazione resta monitorata con attenzione.

La tempesta che si sta abbattendo sulla penisola ha un nome, come ormai consuetudine meteorologica: si chiama Erminio, ed è il terzo ciclone mediterraneo in appena quindici giorni – dopo Samuel e Deborah, a chiudere un marzo da record negativo. Una massa d’aria polare marittima, che la accompagna e che in queste ore si riversa sui mari attorno all’Italia, sta innescando un temporaneo ma intenso raffreddamento. Tra mercoledì primo aprile e giovedì due, gli esperti parlano di un evento eccezionale per la stagione: tra Abruzzo e Molise è previsto fino a un metro di neve fresca oltre i mille metri di quota, ma con fiocchi che potrebbero scendere sino alle quote collinari. Un’instabilità fuori norma, che rende ancora più fragile un territorio già provato dall’acqua e dal vento.

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